GUATEMALA. PENA DI MORTE SOTTO ESAME
è stato comunicato che il Guatemala, uno degli ultimi Paesi dell’America Latina che applica la pena di morte, sta considerando la possibilità di abolirla.
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è stato comunicato che il Guatemala, uno degli ultimi Paesi dell’America Latina che applica la pena di morte, sta considerando la possibilità di abolirla.
Il 13 settembre 1996, i contadini Pedro Castillo e Roberto Giron vennero fucilati tramite plotone, la prima esecuzione nel Paese centroamericano da 13 anni. Erano stati accusati di aver rapito, stuprato e ucciso una bambina di 4 anni. Ma le tante esecuzioni e le condanne a morte deliberate per gli altri 36 imputati attualmente nel braccio della morte non ha avuto praticamente nessun impatto sulla crescente ondata di violenza.
Il progetto del governo di proporre al Parlamento l’abolizione della pena capitale ha riacceso il dibattito sull’argomento.
Nel 2002, il Papa Giovanni Paolo II aveva formalmente chiesto alle autorità del Guatemala di porre fine a questa pratica.
Il Presidente della Commissione Presidenziale sui Diritti Umani, Frank La Rue, ha riferito il 4 aprile che era stata preparata una bozza di legge per l’eliminazione della pena di morte, inviata all’esame dello staff del Presidente.
Secondo La Rue, il Presidente del Guatemala Oscar Berger avrebbe probabilmente presentato la proposta al Parlamento entro una settimana.
"Noi che ci battiamo per i diritti umani siamo senz’altro d’accordo con questo atteggiamento verso l’abolizione della pena capitale e sosteniamo le misure proposte”, ha affermato l’attivista Amilcar Mendez.
Il rappresentante del Consiglio Runujel Junam delle comunità etniche ha spiegato come l’esperienza del Guatemala insegni che la pena capitale non sia un deterrente contro il crimine.
Il Rev. Vitalino Similox, leader del Foro Ecumenico, ha dichiarato che le Chiese cattoliche e protestanti affiliate con il suo gruppo sono allo stesso modo favorevoli a porre definitivamente fine alle esecuzioni. "Abbiamo sempre sostenuto che la pena di morte non risolve il problema della violenza, se mai il contrario, e che viola il diritto che appartiene solo a Dio, il diritto alla vita”, ha detto il sacerdote.
Nonostante ciò, i sondaggi continuano a rivelare un ampio sostegno per la pena capitale nel Paese.
Il deputato dell’opposizione Mario Taracena ha dichiarato che il suo partito di centrodestra si oppone all’abolizione, mentre il portavoce del Parlamento Jorge Mendez, della conservatrice Grande Alleanza Nazionale al potere, ha detto che "per ora non sarebbe opportuno abolire la pena di morte”.
La prima esecuzione con iniezione letale in Guatemala venne effettuata il 10 febbraio 1998, quando al contadino Manuel Martinez venne somministrato un cocktail mortale di farmaci per aver ammazzato sette componenti della stessa famiglia.
Le esecuzioni più recenti nel Paese centroamericano hanno avuto luogo in giugno 2000, quando il negoziante Luis Amilcar Cetin e il contadino Tomas Cerrate erano stati giustiziati con iniezione letale per il rapimento e l’omicidio della donna d’affari Isabel de Botran.
Il 13 settembre 1996, i contadini Pedro Castillo e Roberto Giron vennero fucilati tramite plotone, la prima esecuzione nel Paese centroamericano da 13 anni. Erano stati accusati di aver rapito, stuprato e ucciso una bambina di 4 anni. Ma le tante esecuzioni e le condanne a morte deliberate per gli altri 36 imputati attualmente nel braccio della morte non ha avuto praticamente nessun impatto sulla crescente ondata di violenza.
Il progetto del governo di proporre al Parlamento l’abolizione della pena capitale ha riacceso il dibattito sull’argomento.
Nel 2002, il Papa Giovanni Paolo II aveva formalmente chiesto alle autorità del Guatemala di porre fine a questa pratica.
Il Presidente della Commissione Presidenziale sui Diritti Umani, Frank La Rue, ha riferito il 4 aprile che era stata preparata una bozza di legge per l’eliminazione della pena di morte, inviata all’esame dello staff del Presidente.
Secondo La Rue, il Presidente del Guatemala Oscar Berger avrebbe probabilmente presentato la proposta al Parlamento entro una settimana.
"Noi che ci battiamo per i diritti umani siamo senz’altro d’accordo con questo atteggiamento verso l’abolizione della pena capitale e sosteniamo le misure proposte”, ha affermato l’attivista Amilcar Mendez.
Il rappresentante del Consiglio Runujel Junam delle comunità etniche ha spiegato come l’esperienza del Guatemala insegni che la pena capitale non sia un deterrente contro il crimine.
Il Rev. Vitalino Similox, leader del Foro Ecumenico, ha dichiarato che le Chiese cattoliche e protestanti affiliate con il suo gruppo sono allo stesso modo favorevoli a porre definitivamente fine alle esecuzioni. "Abbiamo sempre sostenuto che la pena di morte non risolve il problema della violenza, se mai il contrario, e che viola il diritto che appartiene solo a Dio, il diritto alla vita”, ha detto il sacerdote.
Nonostante ciò, i sondaggi continuano a rivelare un ampio sostegno per la pena capitale nel Paese.
Il deputato dell’opposizione Mario Taracena ha dichiarato che il suo partito di centrodestra si oppone all’abolizione, mentre il portavoce del Parlamento Jorge Mendez, della conservatrice Grande Alleanza Nazionale al potere, ha detto che "per ora non sarebbe opportuno abolire la pena di morte”.
La prima esecuzione con iniezione letale in Guatemala venne effettuata il 10 febbraio 1998, quando al contadino Manuel Martinez venne somministrato un cocktail mortale di farmaci per aver ammazzato sette componenti della stessa famiglia.
Le esecuzioni più recenti nel Paese centroamericano hanno avuto luogo in giugno 2000, quando il negoziante Luis Amilcar Cetin e il contadino Tomas Cerrate erano stati giustiziati con iniezione letale per il rapimento e l’omicidio della donna d’affari Isabel de Botran.
— FONTI
- (Fonti: EFE News Service, 06/04/2005)
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