gruppi internazionali e sauditi per i diritti hanno chiesto all’Arabia Saudita di fermare...
gruppi internazionali e sauditi per i diritti hanno chiesto all’Arabia Saudita di fermare l’esecuzione di un uomo processato due volte per lo stesso crimine commesso 27 anni fa.
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gruppi internazionali e sauditi per i diritti hanno chiesto all’Arabia Saudita di fermare l’esecuzione di un uomo processato due volte per lo stesso crimine commesso 27 anni fa.
Abdullah Fandi al-Shammari rischia l’esecuzione il 9 dicembre per un omicidio commesso nel 1981, ha detto il gruppo saudita non ufficiale Human Rights First Society.
La vittima era morta il giorno dopo aver avuto una lite con Shammari sull’eredità di un cammello. Shammari è stato giudicato colpevole nel 1988 e condannato a morte nel 1992 dopo che il caso è stato riaperto dalla famiglia della vittima, ha detto Amnesty International.
Dopo l’intervento del Principe ereditario, Sultan bin Abdul-Aziz, all’uomo è stato concesso un breve rinvio, il 15 novembre, per permettere ai suoi familiari di ottenere il perdono dalla famiglia della vittima, secondo i costumi sauditi.
“Il suo caso è stato ascoltato e deciso in un’unica sessione, non ha avuto assistenza legale e non ha potuto appellarsi prima della conferma della corte di cassazione,” ha detto Amnesty.
Abdullah Fandi al-Shammari rischia l’esecuzione il 9 dicembre per un omicidio commesso nel 1981, ha detto il gruppo saudita non ufficiale Human Rights First Society.
La vittima era morta il giorno dopo aver avuto una lite con Shammari sull’eredità di un cammello. Shammari è stato giudicato colpevole nel 1988 e condannato a morte nel 1992 dopo che il caso è stato riaperto dalla famiglia della vittima, ha detto Amnesty International.
Dopo l’intervento del Principe ereditario, Sultan bin Abdul-Aziz, all’uomo è stato concesso un breve rinvio, il 15 novembre, per permettere ai suoi familiari di ottenere il perdono dalla famiglia della vittima, secondo i costumi sauditi.
“Il suo caso è stato ascoltato e deciso in un’unica sessione, non ha avuto assistenza legale e non ha potuto appellarsi prima della conferma della corte di cassazione,” ha detto Amnesty.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 03/12/2008)
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