GOVERNO. D'ELIA, MORATORIA ESECUZIONI CAPITALI BANCO DI PROVA FIDUCIA AL GOVERNO
"L'impegno di portare all'Onu la proposta di moratoria universale delle esecuzioni capitali è un banco di prova della nostra fiducia al governo". Lo ha dichiarato Sergio D'Elia, deputato radicale della Rosa nel Pugno, intervenendo oggi nel dibattito alla
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"L'impegno di portare all'Onu la proposta di moratoria universale delle esecuzioni capitali è un banco di prova della nostra fiducia al governo". Lo ha dichiarato Sergio D'Elia, deputato radicale della Rosa nel Pugno, intervenendo oggi nel dibattito alla Camera sulla fiducia.
"La moratoria – ha proseguito D'Elia – non sarebbe solo un successo del governo, sarebbe anche un successo del parlamento che su questo ha sempre registrato una convergenza straordinaria di maggioranza e opposizione."
"La convergenza di maggioranza e opposizione su questioni cruciali – ha aggiunto D'Elia – è obiettivo da tentare sempre, ma diventa una condizione indispensabile e un fine da perseguire sulla politica estera e di difesa, nella quale non si espone al mondo solo il governo, si rappresenta nel mondo un paese intero."
"Da questo punto di vista – ha osservato D'Elia – non capisco il principio oggi considerato sacro dell'autosufficienza, soprattutto se questo principio sacro viene poi applicato a corrente alternata, per cui sull'Afghanistan ci vuole la maggioranza politica e l'autosufficienza da blindare militarescamente col voto di fiducia per neutralizzare alcuni obiettori di coscienza, mentre nel caso dei DICO varrebbe il principio della maggioranza parlamentare e il rispetto pieno dell'obiezione di coscienza."
"La moratoria – ha proseguito D'Elia – non sarebbe solo un successo del governo, sarebbe anche un successo del parlamento che su questo ha sempre registrato una convergenza straordinaria di maggioranza e opposizione."
"La convergenza di maggioranza e opposizione su questioni cruciali – ha aggiunto D'Elia – è obiettivo da tentare sempre, ma diventa una condizione indispensabile e un fine da perseguire sulla politica estera e di difesa, nella quale non si espone al mondo solo il governo, si rappresenta nel mondo un paese intero."
"Da questo punto di vista – ha osservato D'Elia – non capisco il principio oggi considerato sacro dell'autosufficienza, soprattutto se questo principio sacro viene poi applicato a corrente alternata, per cui sull'Afghanistan ci vuole la maggioranza politica e l'autosufficienza da blindare militarescamente col voto di fiducia per neutralizzare alcuni obiettori di coscienza, mentre nel caso dei DICO varrebbe il principio della maggioranza parlamentare e il rispetto pieno dell'obiezione di coscienza."
— FONTI
- (Fonti: Radicali.it, 01/03/2007)
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