Nessuno tocchi Caino
GIAPPONE

Gli attivisti contro la pena di morte hanno organizzato...

Gli attivisti contro la pena di morte hanno organizzato una manifestazione a Tokyo per chiedere al governo di aprire un dibattito pubblico sulla pena capitale e di riformare la legge giapponese al riguardo

2 MIN DI LETTURA
Gli attivisti contro la pena di morte hanno organizzato una manifestazione a Tokyo per chiedere al governo di aprire un dibattito pubblico sulla pena capitale e di riformare la legge giapponese al riguardo.
"Non esiste una riflessione nazionale sulla questione (pena di morte). Noi vogliamo un'ampia discussione che risvegli la coscienza popolare che sar� il fattore determinante nel mantenimentp della legge attuale," ha spiegato Akira Ishikawa di Amnesty International in Giappone.
Al momento le autorit� giapponesi non danno molto rilievo alle esecuzioni. I detenuti nel braccio della morte non vengono giustiziati senza l'ordine del Ministro della Giustizia il quale rende noti i nomi dei giustiziati solo dopo le esecuzioni. Attualmente nel braccio della morte ci sono 56 prigionieri tra cui 2 donne.
I dettagli delle esecuzioni sono segreto di stato ma gli attivisti contro la pena capitale riportano che a giudicare dal corpo di Toshihiko Hasegawa, che � stato restituito alla famiglia, l'uomo � stato strangolato per 15 minuti prima di morire. Hasegawa (giustiziato a dicembre 2001) ha saputo che stava per essere giustiziato circa due ore prima dell'esecuzione.
Gli attivisti dicono che il governo non rilascia i corpi degli impiccati se i familiari non presentano una richiesta ufficiale prima dell'esecuzione.
L'avvocato Nobuto Hosaka, del Partito Social-democratico, sostiene che la pena capitale � disumana e contraria alla tradizione giapponese del rispetto della vita.
Ricerche fatte dagli abolizionisti rivelano che i parenti dei condannati sono tormentati dalla vergogna e dal dolore dopo la morte dei loro cari.
"La societ� giapponese vede i criminali come persone cattive che non possono essere reintegrate nella societ�. Questo sfondo terribile � causa di grande pena per i familiari dei criminali," ha detto Ishikawa.
Al contempo alcuni genitori e fratelli sentono una grande vergogna e non si sognerebbero mai di protestare contro le esecuzioni ufficiali, una situazione radicata nella tradizione giapponese che pone il bene collettivo davanti ai desideri individuali.
FONTI
  • (Fonti: Global Information Network, Ips Newsfeed, 28/01/2002)