GIORDANIA. RE ABDULLAH COMMUTA SETTE CONDANNE CAPITALI
il Re giordano Abdullah II ha commutato le condanne a morte di sette militanti islamici
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il Re giordano Abdullah II ha commutato le condanne a morte di sette militanti islamici in 15 anni di lavori forzati. Lo riporta l’agenzia Petra, precisando che i sette fanno parte delle 108 persone accusate di aver istigato le violenze nel novembre 2002, nella città meridionale di Maan, a seguito della cattura, da parte di esercito e polizia, del leader militante Mohammed Ahmed al-Chalabi, noto come Abu Sayyaf.
Negli scontri ci furono sei morti, inclusi due poliziotti.
Nel marzo 2006, un tribunale condannò al-Chalabi e altri otto alla pena di morte.
Al-Chalabi, che sta già scontando 15 anni di carcere per attentati contro obiettivi Usa in Giordania, è tra i sette le cui condanne capitali sono state commutate dal sovrano, il cui intervento giunge a seguito di pressioni da parte di attivisti e parlamentari di Maan.
Negli scontri ci furono sei morti, inclusi due poliziotti.
Nel marzo 2006, un tribunale condannò al-Chalabi e altri otto alla pena di morte.
Al-Chalabi, che sta già scontando 15 anni di carcere per attentati contro obiettivi Usa in Giordania, è tra i sette le cui condanne capitali sono state commutate dal sovrano, il cui intervento giunge a seguito di pressioni da parte di attivisti e parlamentari di Maan.
— FONTI
- (Fonti: International Herald Tribune, 29/07/2007)
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