GIORDANIA: CORTE DI CASSAZIONE CONFERMA CONDANNA CAPITALE PER OMICIDIO
la Corte di Cassazione in Giordania ha confermato una condanna a morte emessa da un tribunale penale nel
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la Corte di Cassazione in Giordania ha confermato una condanna a morte emessa da un tribunale penale nel settembre 2013 nei confronti di un uomo che quasi cinque anni fa avrebbe commesso un omicidio per motivi d’onore.
Il tribunale penale ha riconosciuto l’imputato colpevole di aver ucciso il 15 novembre 2010 un uomo che aveva una relazione illegittima con sua sorella, che in seguito sposò.
La relazione divenne nota a tutti dopo che la sorella del condannato partorì un figlio fuori dal matrimonio, è scritto negli atti processuali.
La vittima e la sorella dell'imputato dovettero sposarsi frettolosamente, inoltre il governatore ordinò loro di vivere in una località diversa.
I due si trasferirono in un’altra città, "tuttavia l'imputato complottò per uccidere la vittima, e due mesi dopo apprese dove i due risiedevano", ha detto il giudice.
Armato di una mitragliatrice e altre armi, "l'imputato fece irruzione nella casa della vittima, lo pugnalò ripetutamente, sparandogli e colpendolo con un oggetto contundente, per essere certo di averlo ucciso." "L'imputato poi uscì di casa e si diresse da un parente, informandolo di aver ucciso la vittima per difendere l'onore della sua famiglia," ha aggiunto il tribunale.
L'imputato aveva impugnato la sentenza del tribunale penale chiedendo una pena più lieve dal momento che "ha commesso l’omicidio in un accesso d'ira", è scritto nel verdetto di 14 pagine.
Tuttavia i cinque giudici della Corte di Cassazione hanno stabilito che l'imputato ha premeditato l'omicidio e quindi merita la pena di morte.
"E’ chiaro che l'imputato ha pianificato l'omicidio, oltre ad essere in possesso di una mitragliatrice, un coltello e un oggetto contundente, il giorno del delitto," ha detto la Corte.
I giudici della Corte di Cassazione erano Kareem Tarawneh, Yousef Tahat, Yassin Abdullat, Mohammad Tarawneh e Bassem Mubeideen.
La relazione divenne nota a tutti dopo che la sorella del condannato partorì un figlio fuori dal matrimonio, è scritto negli atti processuali.
La vittima e la sorella dell'imputato dovettero sposarsi frettolosamente, inoltre il governatore ordinò loro di vivere in una località diversa.
I due si trasferirono in un’altra città, "tuttavia l'imputato complottò per uccidere la vittima, e due mesi dopo apprese dove i due risiedevano", ha detto il giudice.
Armato di una mitragliatrice e altre armi, "l'imputato fece irruzione nella casa della vittima, lo pugnalò ripetutamente, sparandogli e colpendolo con un oggetto contundente, per essere certo di averlo ucciso." "L'imputato poi uscì di casa e si diresse da un parente, informandolo di aver ucciso la vittima per difendere l'onore della sua famiglia," ha aggiunto il tribunale.
L'imputato aveva impugnato la sentenza del tribunale penale chiedendo una pena più lieve dal momento che "ha commesso l’omicidio in un accesso d'ira", è scritto nel verdetto di 14 pagine.
Tuttavia i cinque giudici della Corte di Cassazione hanno stabilito che l'imputato ha premeditato l'omicidio e quindi merita la pena di morte.
"E’ chiaro che l'imputato ha pianificato l'omicidio, oltre ad essere in possesso di una mitragliatrice, un coltello e un oggetto contundente, il giorno del delitto," ha detto la Corte.
I giudici della Corte di Cassazione erano Kareem Tarawneh, Yousef Tahat, Yassin Abdullat, Mohammad Tarawneh e Bassem Mubeideen.
— FONTI
- (Fonti: jordantimes.com, 20/09/2015)
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