GIORDANIA: CONDANNATO A MORTE PER LO STUPRO DELLA FIGLIA
un tribunale penale giordano ha condannato a morte un uomo 49enne che avrebbe stuprato la figlia minorenne, trasmettendogli il virus HIV/AIDS.
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un tribunale penale giordano ha condannato a morte un uomo 49enne che avrebbe stuprato la figlia minorenne, trasmettendogli il virus HIV/AIDS.
In base al verdetto letto dal giudice Fawzi Nahar, l’uomo avrebbe stuprato la figlia che aveva 12 anni, ripetendo la violenza in diverse occasioni.
“L’imputato iniziò le violenze sessuali nel 2011 e nel 2014 sua moglie lo vide in una posizione sospetta con la figlia. L’uomo promise allora alla moglie che non avrebbe più ripetuto quelle azioni”, è scritto nel verdetto.
“Tuttavia l’uomo continuò, provocando la fuga da casa della figlia, che lo denunciò al Dipartimento per la Protezione della Famiglia, affiliato al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, portando così al suo arresto.”
L’imputato ha negato in aula di aver stuprato la figlia, tuttavia il tribunale si è basato sulla testimonianza della figlia e sul fatto che “la vittima ha recentemente contratto la malattia”.
Anche la moglie avrebbe contratto dal marito la stessa sindrome.
Il pubblico ministero Jihad Dureidi aveva chiesto per l’imputato la massima pena.
Oltre che dal presidente Fawzi Nahar, il collegio giudicante era composto dai giudici Ibrahim Bawareed e Mohammad Zyoud.
Entro i prossimi 30 giorni, il verdetto sarà automaticamente esaminato dalla Corte di Cassazione.
In base al verdetto letto dal giudice Fawzi Nahar, l’uomo avrebbe stuprato la figlia che aveva 12 anni, ripetendo la violenza in diverse occasioni.
“L’imputato iniziò le violenze sessuali nel 2011 e nel 2014 sua moglie lo vide in una posizione sospetta con la figlia. L’uomo promise allora alla moglie che non avrebbe più ripetuto quelle azioni”, è scritto nel verdetto.
“Tuttavia l’uomo continuò, provocando la fuga da casa della figlia, che lo denunciò al Dipartimento per la Protezione della Famiglia, affiliato al Dipartimento di Pubblica Sicurezza, portando così al suo arresto.”
L’imputato ha negato in aula di aver stuprato la figlia, tuttavia il tribunale si è basato sulla testimonianza della figlia e sul fatto che “la vittima ha recentemente contratto la malattia”.
Anche la moglie avrebbe contratto dal marito la stessa sindrome.
Il pubblico ministero Jihad Dureidi aveva chiesto per l’imputato la massima pena.
Oltre che dal presidente Fawzi Nahar, il collegio giudicante era composto dai giudici Ibrahim Bawareed e Mohammad Zyoud.
Entro i prossimi 30 giorni, il verdetto sarà automaticamente esaminato dalla Corte di Cassazione.
— FONTI
- (Fonti: jordantimes.com, 26/10/2015)
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