GIAPPONE. UN CINESE PRESENTA APPELLO CONTRO CONDANNA A MORTE
Wei Wei, un cittadino cinese, ha presentato appello verso la sentenza di morte pronunciata nei suoi confronti per aver partecipato all’omicidio nel 2003 di una famiglia di quattro persone a Fukuoka.
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Wei Wei, un cittadino cinese, ha presentato appello verso la sentenza di morte pronunciata nei suoi confronti per aver partecipato all’omicidio nel 2003 di una famiglia di quattro persone a Fukuoka.
Il 20 maggio, la corte distrettuale di Fukuoka aveva condannato a morte Wei, di 25 anni, per aver, con i suoi complici - Wang, 23, e Yang Ning, 25 - strangolato Shinjiro Matsumoto con una cravatta nelle prime ore del 20 giugno 2003, affogarono la moglie Chika,di 40 anni, in una vasca da bagno e soffocarono il loro figlio Kai, di 11 anni, con un cuscino e strangolarono la figlia Hina, di 8 anni.
I corpi dei quattro furono trovati nella baia di Hakata più tardi, ammanettati e tenuti giù da un manubrio. I tre intrusi rubarono circa 37000 yen (circa 273,27 euro) dalla famiglia, ha stabilito il verdetto. La difesa ha sostenuto che Wei aveva svolto un ruolo secondario e che la pena di morte era ingiusta anche perchè, uno dei suoi complici, Wang Liang, che ha svolto un ruolo di primo piano nel crimine è stato condannato solo all’ergastolo in Cina. Wei avrebbe detto ai suoi avvocati di provare rimorso per quanto ha fatto. Wei era uno studente presso una scuola di lingua giapponese in Giappone. Pochi giorni dopo la scoperta del crimine, Wang e Yang, anch’essi in Giappone con un permesso di studio, sono rientrati in Cina dove sono stati arrestati dalle autorità cinesi in agosto. Nel gennaio del 2004 la Corte intermedia del popolo di Liaoyang, nella provincial di Liaoning ha condannato Yang Ning a morte e Wang all’ergastolo per omicidio. Wei era rimasto in Giappone dove è stato arrestato in agosto in relazione ad un caso diverso. Era detenuto, quando nel gennaio del 2004 gli è stato notificato l’arresto per l’assassinio della famiglia Matsumotos.
I corpi dei quattro furono trovati nella baia di Hakata più tardi, ammanettati e tenuti giù da un manubrio. I tre intrusi rubarono circa 37000 yen (circa 273,27 euro) dalla famiglia, ha stabilito il verdetto. La difesa ha sostenuto che Wei aveva svolto un ruolo secondario e che la pena di morte era ingiusta anche perchè, uno dei suoi complici, Wang Liang, che ha svolto un ruolo di primo piano nel crimine è stato condannato solo all’ergastolo in Cina. Wei avrebbe detto ai suoi avvocati di provare rimorso per quanto ha fatto. Wei era uno studente presso una scuola di lingua giapponese in Giappone. Pochi giorni dopo la scoperta del crimine, Wang e Yang, anch’essi in Giappone con un permesso di studio, sono rientrati in Cina dove sono stati arrestati dalle autorità cinesi in agosto. Nel gennaio del 2004 la Corte intermedia del popolo di Liaoyang, nella provincial di Liaoning ha condannato Yang Ning a morte e Wang all’ergastolo per omicidio. Wei era rimasto in Giappone dove è stato arrestato in agosto in relazione ad un caso diverso. Era detenuto, quando nel gennaio del 2004 gli è stato notificato l’arresto per l’assassinio della famiglia Matsumotos.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 01/06/2005)
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