GIAPPONE: NUOVO MINISTRO CONSIDERA ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE
il nuovo ministro della Giustizia giapponese Satsuki Eda ha dichiarato che un gruppo di
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il nuovo ministro della Giustizia giapponese Satsuki Eda ha dichiarato che un gruppo di studio costituito presso il Ministero della Giustizia avrebbe considerato anche l’abolizione nell’ambito del progetto di revisione del sistema della pena capitale.
"E’ giunto il tempo di esaminare globalmente la situazione e considerare se è bene mantenere ancora questo sistema," ha detto Eda nel corso di una conferenza stampa. Il ministro non ha specificato se avrebbe sospeso le esecuzioni nel periodo di tempo necessario al gruppo di studio, dicendo solo che “lo avrebbe valutato attentamente".
Eda ha aggiunto che la pena capitale è una punizione irreparabile in caso di errore giudiziario. "E’ una pena difettosa di per sè”, Eda aveva detto ai giornalisti subito dopo aver assunto l’incarico il 14 gennaio. Comunque, la debolezza del governo del Partito Democratico e l’enorme favore popolare alla pena di morte fanno pensare a un’azione tutt’altro che rapida verso l’abolizione. Alcuni attivisti per i diritti umani sono anche preoccupati del fatto che la questione sia nelle mani dei burocrati ministeriali notoriamente conservatori sul tema.
"E’ giunto il tempo di esaminare globalmente la situazione e considerare se è bene mantenere ancora questo sistema," ha detto Eda nel corso di una conferenza stampa. Il ministro non ha specificato se avrebbe sospeso le esecuzioni nel periodo di tempo necessario al gruppo di studio, dicendo solo che “lo avrebbe valutato attentamente".
Eda ha aggiunto che la pena capitale è una punizione irreparabile in caso di errore giudiziario. "E’ una pena difettosa di per sè”, Eda aveva detto ai giornalisti subito dopo aver assunto l’incarico il 14 gennaio. Comunque, la debolezza del governo del Partito Democratico e l’enorme favore popolare alla pena di morte fanno pensare a un’azione tutt’altro che rapida verso l’abolizione. Alcuni attivisti per i diritti umani sono anche preoccupati del fatto che la questione sia nelle mani dei burocrati ministeriali notoriamente conservatori sul tema.
— FONTI
- (Fonti: Japan Today e Financial Times, 21/01/2011)
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