GIAPPONE: CONDANNATO ALL’IMPICCAGIONE PER OMICIDIO COMMESSO A 18 ANNI
la giuria della Corte d'Assise di Sendai, nella prefettura nord-orientale giapponese di Miyagi,
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la giuria della Corte d'Assise di Sendai, nella prefettura nord-orientale giapponese di Miyagi, ha condannato a morte per impiccagione un diciannovenne, riconosciuto colpevole di duplice omicidio premeditato. E' la prima volta che in Giappone, da quando nel maggio scorso è stato introdotto il sistema dei giurati, la pena di morte viene inflitta ad un minore di 20 anni.
La legge nipponica vieta di comminare la pena di morte a chi aveva meno di 20 anni al momento del crimine, tuttavia dalla fine della Seconda guerra mondiale vi sono state alcune eccezioni a questa norma e persone con meno di 20 anni sono state condannate a morte.
Il condannato di oggi, di cui non sono note le generalità, aveva all’epoca dei delitti 18 anni e sette mesi.
I fatti risalgono a febbraio, quando il ragazzo uccise a coltellate la sorella e un amico della sua ex fidanzata, che era intenzionata a lasciarlo; una terza persona riporto' ferite plurime.
"Non siamo in grado di affermare se l'imputato si renda pienamente conto della gravita' dell'accaduto", ha osservato il presidente della Corte, Nobuyuki Suzuki, citato dall'agenzia di stampa 'Jiji Press'.
Il magistrato ha aggiunto tuttavia che l'eta' non va considerata un "fattore decisivo" nell'emettere una condanna a morte, e che il reo "presenta possibilita' di riabilitazione estremamente basse".
La legge nipponica vieta di comminare la pena di morte a chi aveva meno di 20 anni al momento del crimine, tuttavia dalla fine della Seconda guerra mondiale vi sono state alcune eccezioni a questa norma e persone con meno di 20 anni sono state condannate a morte.
Il condannato di oggi, di cui non sono note le generalità, aveva all’epoca dei delitti 18 anni e sette mesi.
I fatti risalgono a febbraio, quando il ragazzo uccise a coltellate la sorella e un amico della sua ex fidanzata, che era intenzionata a lasciarlo; una terza persona riporto' ferite plurime.
"Non siamo in grado di affermare se l'imputato si renda pienamente conto della gravita' dell'accaduto", ha osservato il presidente della Corte, Nobuyuki Suzuki, citato dall'agenzia di stampa 'Jiji Press'.
Il magistrato ha aggiunto tuttavia che l'eta' non va considerata un "fattore decisivo" nell'emettere una condanna a morte, e che il reo "presenta possibilita' di riabilitazione estremamente basse".
— FONTI
- (Fonti: AGI, AFP, 25/11/2010)
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