GIAPPONE: CONDANNA A MORTE CONFERMATA PER PLURIOMICIDA
l'Alta Corte di Hiroshima ha confermato la condanna a morte di un uomo 66enne accusato di aver ucciso cinque vicini di casa e dato fuoco a due delle loro case, in una remota comunità nella prefettura di Yamaguchi, nel 2013.
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l'Alta Corte di Hiroshima ha confermato la condanna a morte di un uomo 66enne accusato di aver ucciso cinque vicini di casa e dato fuoco a due delle loro case, in una remota comunità nella prefettura di Yamaguchi, nel 2013.
Nel luglio dello scorso anno, il Tribunale distrettuale di Yamaguchi ha giudicato Kosei Homi colpevole di aver ucciso una donna e una coppia, tutti di età compresa tra 70 e 80 anni, colpendoli alla testa con un bastone di legno prima di dare fuoco alle loro case, nella comunità montana di Shunan, nel luglio 2013. E' stato anche accusato di aver ucciso altre due anziane persone.
Nel processo d'appello, gli avvocati di Homi hanno sostenuto la sua innocenza, dicendo che non dovrebbe essere ritenuto penalmente responsabile a causa dell’infermità mentale o per capacità mentale ridotta.
Nonostante il giudice di primo grado avesse riconosciuto un disturbo delirante, Homi è stato riconosciuto pienamente competente e perciò legalmente responsabile.
Secondo la sentenza del tribunale di primo grado, Homi – cui è stato diagnosticato un disturbo delirante in un test psichiatrico - avrebbe commesso i crimini in preda alla rabbia, credendo che gli altri residenti parlassero male di lui. Secondo il tribunale di primo grado, Homi era consapevole di commettere un crimine e quindi merita la pena di morte.
Nel luglio dello scorso anno, il Tribunale distrettuale di Yamaguchi ha giudicato Kosei Homi colpevole di aver ucciso una donna e una coppia, tutti di età compresa tra 70 e 80 anni, colpendoli alla testa con un bastone di legno prima di dare fuoco alle loro case, nella comunità montana di Shunan, nel luglio 2013. E' stato anche accusato di aver ucciso altre due anziane persone.
Nel processo d'appello, gli avvocati di Homi hanno sostenuto la sua innocenza, dicendo che non dovrebbe essere ritenuto penalmente responsabile a causa dell’infermità mentale o per capacità mentale ridotta.
Nonostante il giudice di primo grado avesse riconosciuto un disturbo delirante, Homi è stato riconosciuto pienamente competente e perciò legalmente responsabile.
Secondo la sentenza del tribunale di primo grado, Homi – cui è stato diagnosticato un disturbo delirante in un test psichiatrico - avrebbe commesso i crimini in preda alla rabbia, credendo che gli altri residenti parlassero male di lui. Secondo il tribunale di primo grado, Homi era consapevole di commettere un crimine e quindi merita la pena di morte.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 13/09/2016)
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