GIAPPONE: AVVOCATI PER LA PRIMA VOLTA FAVOREVOLI AD ABOLIZIONE
la Federazione giapponese delle associazioni degli avvocati (JFBA) il mese prossimo proporrà per la prima volta ai suoi membri di impegnarsi per l'abolizione della pena capitale, in modo che anche i peggiori criminali possano essere riabilitati.
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la Federazione giapponese delle associazioni degli avvocati (JFBA) il mese prossimo proporrà per la prima volta ai suoi membri di impegnarsi per l'abolizione della pena capitale, in modo che anche i peggiori criminali possano essere riabilitati.
La proposta giunge nel momento in cui più di due terzi delle nazioni hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica.
Essa riflette anche le preoccupazioni relative ad errori giudiziari, dal momento che in Giappone quattro condannati a morte sono stati esonerati negli anni 80 grazie alla ripetizione di processi e un altro detenuto del braccio della morte è stato liberato nel 2014 dopo aver trascorso 48 anni dietro le sbarre, dopo che un tribunale ha riaperto il suo caso. La decisione è stata impugnata dalla procura.
"Se una persona innocente o un colpevole che non merita di essere condannato a morte viene giustiziato si tratta di una violazione irrevocabile dei diritti umani", ha dichiarato Yuji Ogawara, un avvocato con base a Tokyo che è il segretario generale del panel della JFBA sulla pena di morte.
La proposta sarà presentata alla riunione annuale della Federazione sui diritti umani il 7 ottobre, nella città centrale giapponese di Fukui, per l'adozione formale come dichiarazione della JFBA.
La federazione punta all'abolizione della pena di morte entro il 2020, quando il Congresso Onu sulla prevenzione del crimine e la giustizia penale si svolgerà in Giappone. Nella sua dichiarazione del 2011, la federazione ha esortato il governo ad avviare immediatamente il dibattito pubblico sulla pena di morte, senza tuttavia chiedere chiaramente la sua abolizione.
Da allora, la federazione ha svolto più discussioni approfondite sulla questione attraverso l'organizzazione di convegni, lo scambio di opinioni con i legislatori, funzionari del ministero della giustizia, giornalisti e diplomatici così come con religiosi.
Ha inoltre inviato delegazioni all'estero per approfondire i sistemi penali di paesi come Gran Bretagna, Corea del Sud, Spagna e Stati Uniti.
"Ci sono ancora degli avvocati che sostengono la pena di morte, ma penso che abbiamo maturato un ambiente che ci permette di perseguire la sua abolizione", ha detto Ogawara, che è stato coinvolto nella stesura della proposta.
In alternativa alla pena di morte, la federazione propone che l’ergastolo senza condizionale venga considerato come opzione.
Ma anche in caso di ergastolo senza condizionale, ci dovrebbe essere la possibilità di rivedere in seguito la sentenza, poiché sarebbe disumano escludere che questi detenuti possano essere rilasciati dopo la riabilitazione, ha detto.
Chi commette crimini, in molti casi è una persona socialmente svantaggiata che potrebbe essere riabilitata con approcci adeguati, ha aggiunto Ogawara. "Il sistema penale dovrebbe contribuire a promuovere il reinserimento sociale dei criminali, piuttosto che soddisfare il desiderio di vendetta."
E' anche importante migliorare le misure di assistenza alle vittime di crimini e alle loro famiglie in lutto, ha detto la JFBA nella proposta, sottolineando la necessità di fornire loro sostegno costante “come responsabilità primaria della società nel suo complesso."
La proposta giunge nel momento in cui più di due terzi delle nazioni hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica.
Essa riflette anche le preoccupazioni relative ad errori giudiziari, dal momento che in Giappone quattro condannati a morte sono stati esonerati negli anni 80 grazie alla ripetizione di processi e un altro detenuto del braccio della morte è stato liberato nel 2014 dopo aver trascorso 48 anni dietro le sbarre, dopo che un tribunale ha riaperto il suo caso. La decisione è stata impugnata dalla procura.
"Se una persona innocente o un colpevole che non merita di essere condannato a morte viene giustiziato si tratta di una violazione irrevocabile dei diritti umani", ha dichiarato Yuji Ogawara, un avvocato con base a Tokyo che è il segretario generale del panel della JFBA sulla pena di morte.
La proposta sarà presentata alla riunione annuale della Federazione sui diritti umani il 7 ottobre, nella città centrale giapponese di Fukui, per l'adozione formale come dichiarazione della JFBA.
La federazione punta all'abolizione della pena di morte entro il 2020, quando il Congresso Onu sulla prevenzione del crimine e la giustizia penale si svolgerà in Giappone. Nella sua dichiarazione del 2011, la federazione ha esortato il governo ad avviare immediatamente il dibattito pubblico sulla pena di morte, senza tuttavia chiedere chiaramente la sua abolizione.
Da allora, la federazione ha svolto più discussioni approfondite sulla questione attraverso l'organizzazione di convegni, lo scambio di opinioni con i legislatori, funzionari del ministero della giustizia, giornalisti e diplomatici così come con religiosi.
Ha inoltre inviato delegazioni all'estero per approfondire i sistemi penali di paesi come Gran Bretagna, Corea del Sud, Spagna e Stati Uniti.
"Ci sono ancora degli avvocati che sostengono la pena di morte, ma penso che abbiamo maturato un ambiente che ci permette di perseguire la sua abolizione", ha detto Ogawara, che è stato coinvolto nella stesura della proposta.
In alternativa alla pena di morte, la federazione propone che l’ergastolo senza condizionale venga considerato come opzione.
Ma anche in caso di ergastolo senza condizionale, ci dovrebbe essere la possibilità di rivedere in seguito la sentenza, poiché sarebbe disumano escludere che questi detenuti possano essere rilasciati dopo la riabilitazione, ha detto.
Chi commette crimini, in molti casi è una persona socialmente svantaggiata che potrebbe essere riabilitata con approcci adeguati, ha aggiunto Ogawara. "Il sistema penale dovrebbe contribuire a promuovere il reinserimento sociale dei criminali, piuttosto che soddisfare il desiderio di vendetta."
E' anche importante migliorare le misure di assistenza alle vittime di crimini e alle loro famiglie in lutto, ha detto la JFBA nella proposta, sottolineando la necessità di fornire loro sostegno costante “come responsabilità primaria della società nel suo complesso."
— FONTI
- (Fonti: Kyodo, 21/09/2016)
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