GAY IRANIANO. 60 EURODEPUTATI FIRMANO APPELLO PER SALVARLO
una lettera-appello sottoscritta da 60 eurodeputati per ottenere rassicurazioni
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una lettera-appello sottoscritta da 60 eurodeputati per ottenere rassicurazioni sull'urgente situazione di Seyed Mehdi Kazemi, giovanissimo iraniano omosessuale membro del Gruppo EveryOne che rischia la deportazione in Iran, raggiungerà oggi le scrivanie del Commissario Europeo Franco Frattini, del Primo Ministro sloveno Janes Jansa, Presidente di turno dell'Unione europea, del Primo Ministro del Regno Unito Gordon Brown, di Jan Peter Balkenende, Primo Ministro olandese, e di Hans-Gert Poettering, Presidente del Parlamento Europeo.
Nella lettera, firmata dai componenti di quasi tutti i Gruppi politici al Parlamento Europeo - i cui primi sottoscrittori sono i radicali Marco Cappato e Marco Pannella - si esprime preoccupazione per la situazione del diciannovenne che in Iran è atteso da una condanna a morte per "lavat" (sodomia), dopo che il suo partner Parham, già giustiziato, aveva rivelato sotto tortura i nomi dei ragazzi con cui aveva intrattenuto rapporti omosessuali, tra cui lo stesso Mehdi.
Nell'appello, si chiedono tutele affinché al ragazzo venga riconosciuto lo status di rifugiato e vengano dunque applicate le garanzie di protezione per persone che rischiano la pena di morte nel loro Paese, a partire dal rispetto delle direttive europee.
"L'Europa ha accolto le nostre richieste, con cui invitavamo a una chiara presa di posizione", affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader di EveryOne.
"Questo anche grazie allo straordinario impegno profuso dal Partito Radicale Transnazionale, Nonviolento e Transpartito e dalle associazioni Nessuno tocchi Caino e Certi Diritti.
Attualmente, spiegano gli attivisti "Mehdi si trova ancora nel centro di detenzione dell'aeroporto di Rotterdam. La sentenza della Suprema Corte olandese de L'Aja verrà espressa nelle prossime ore o comunque nei prossimi giorni, alla presenza di Mehdi e, con tutta probabilità, del suo avvocato. L'udienza che doveva svolgersi ieri alle 10 del mattino è slittata, ed è un buon segno, perché significa che il Governo Olandese sta valutando con attenzione ogni possibile sviluppo della vicenda".
Vicenda che sta assumendo un carattere sempre più internazionale: oggi viene trattata in primo piano anche nel quotidiano The Independent, ripresa da El Paìs e, forse già da domani, andrà in onda con un servizio sulla CNN.
Il Gruppo EveryOne chiede tuttavia delle rassicurazioni al Governo Olandese: "Vogliamo la certezza che Mehdi non rischi più di dover vivere nel terrore per la propria condizione di rifugiato omosessuale. L'asilo deve essergli accordato nei Paesi Bassi senza esitazione, a maggior ragione perché lo chiedono con noi i deputati di mezza Europa", concludono.
Nella lettera, firmata dai componenti di quasi tutti i Gruppi politici al Parlamento Europeo - i cui primi sottoscrittori sono i radicali Marco Cappato e Marco Pannella - si esprime preoccupazione per la situazione del diciannovenne che in Iran è atteso da una condanna a morte per "lavat" (sodomia), dopo che il suo partner Parham, già giustiziato, aveva rivelato sotto tortura i nomi dei ragazzi con cui aveva intrattenuto rapporti omosessuali, tra cui lo stesso Mehdi.
Nell'appello, si chiedono tutele affinché al ragazzo venga riconosciuto lo status di rifugiato e vengano dunque applicate le garanzie di protezione per persone che rischiano la pena di morte nel loro Paese, a partire dal rispetto delle direttive europee.
"L'Europa ha accolto le nostre richieste, con cui invitavamo a una chiara presa di posizione", affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, i leader di EveryOne.
"Questo anche grazie allo straordinario impegno profuso dal Partito Radicale Transnazionale, Nonviolento e Transpartito e dalle associazioni Nessuno tocchi Caino e Certi Diritti.
Attualmente, spiegano gli attivisti "Mehdi si trova ancora nel centro di detenzione dell'aeroporto di Rotterdam. La sentenza della Suprema Corte olandese de L'Aja verrà espressa nelle prossime ore o comunque nei prossimi giorni, alla presenza di Mehdi e, con tutta probabilità, del suo avvocato. L'udienza che doveva svolgersi ieri alle 10 del mattino è slittata, ed è un buon segno, perché significa che il Governo Olandese sta valutando con attenzione ogni possibile sviluppo della vicenda".
Vicenda che sta assumendo un carattere sempre più internazionale: oggi viene trattata in primo piano anche nel quotidiano The Independent, ripresa da El Paìs e, forse già da domani, andrà in onda con un servizio sulla CNN.
Il Gruppo EveryOne chiede tuttavia delle rassicurazioni al Governo Olandese: "Vogliamo la certezza che Mehdi non rischi più di dover vivere nel terrore per la propria condizione di rifugiato omosessuale. L'asilo deve essergli accordato nei Paesi Bassi senza esitazione, a maggior ragione perché lo chiedono con noi i deputati di mezza Europa", concludono.
— FONTI
- (Fonti: Gruppo EveryOne, 06/03/2008)
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