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FILIPPINE

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Funzionari filippini hanno detto di volere affermare il proprio diritto di perseguire qualsiasi leader catturato di un gruppo musulmano di guerriglieri legato ad al Qaeda, malgrado le mosse degli USA per incriminare i guerriglieri per la cattura di

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Funzionari filippini hanno detto di volere affermare il proprio diritto di perseguire qualsiasi leader catturato di un gruppo musulmano di guerriglieri legato ad al Qaeda, malgrado le mosse degli USA per incriminare i guerriglieri per la cattura di ostaggi americani.
Il gruppo Abu Sayyaf ha giustiziato uno dei quattro ostaggi USA che avevano preso fra l'agosto 2000 e il maggio 2001, due sono stati salvati mentre il quarto � stato ucciso in un conflitto a fuoco fra il gruppo e soldati locali.
Nessuno dei leader di Abu Sayyaf incriminato negli Stati e ricercato anche nelle Filippine � in stato di detenzione.
"Se essi saranno arrestati, insisteremo che vengano processati prima qui prima che vengano inviati in America," ha detto ai giornalisti il procuratore dello Stato Ricardo Cabaron.
Il capo delle forze armate filippine generale Roy Cimatu ha detto che i leader ribelli devono rispondere di accuse di rapimento e omicidio davanti a corti locali, "cos� penso che dovranno rispondere delle loro accuse qui."
"Abbiamo giurisdizione su di loro poich� i crimini sono stati commessi qui," ha aggiunto Cimatu.
Il vice Procuratore Generale degli USA Larry Thompson ha detto a Washington che un gran giur� federale aveva emanato un'incriminazione per cinque capi d'accusa contro i leader della guerriglia che avrebbero capeggiato il rapimento del maggio 2001 di tre americani e di altre 17 persone nelle Filippine.
Se gli accusati fossero catturati, portati negli Stati Uniti per essere processati e riconosciuti colpevoli, potrebbero affrontare la pena di morte per quattro dei cinque capi d'accusa, hanno detto dei funzionari del Dipartimento di Giustizia.
FONTI
  • (Fonti: Reuters, 24/07/2002)