Fonti ufficiali nigeriane hanno reso noto che un'altra...
Fonti ufficiali nigeriane hanno reso noto che un'altra donna è stata condannata a morte per lapidazione secondo la legge islamica della Sharia
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Fonti ufficiali nigeriane hanno reso noto che un'altra donna � stata condannata a morte per lapidazione secondo la legge islamica della Sharia.
Funzionari locali hanno rivelato che un Tribunale del remoto villaggio di Bakori, nello Stato di Katsina, ha condannato Amina Lawal Kurami, il 22 marzo scorso, ma che la notizia � stata appresa ad Abuja solo il 25.
Fonti giudiziarie nello Stato di Katsina hanno confermato la sentenza contro Amina, accusata di aver avuto un bambino fuori dal matrimonio. "La sentenza si � fondata sulla sua stessa confessione, e sulla prova costituita dal bambino che ha avuto,", ha dichiarato alla Reuters un funzionario raggiunto per telefono.
"L'uomo che la donna ha accusato di averla circuita per avere sesso ha negato," ha detto il funzionario. "La donna ha 30 giorni di tempo per decidere di appellare la sentenza".
La Lawal, divorziata nel 2000 o 2001, ha confessato al Tribunale di aver avuto una relazione con uomo del suo villaggio,Yahaya Mohammed, per 11 mesi, affermando di aver acconsentito ad avere rapporti sessuali solo dopo la sua promessa di matrimonio. La donna � rimasta incinta, e all'inizio di quest'anno ha dato alla luce una bambina.
E' stata arrestata da persone del suo stesso villaggio il 4 marzo e portata in Tribunale il 22 marzo.
Al processo, il Muhammed ha ammesso di aver avuto una relazione con la donna ma ha negato di aver avuto rapporti sessuali con lei.
Il giudice islamico Nasiru Lawal Bello Dayi lo ha prosciolto poich� Amina non � stata in grado di presentare quattro testimoni [del fatto], come vuole il codice penale islamico, ha detto ancora la fonte giudiziaria.
Il giudice ha inoltre sentenziato che la condanna a morte sia posposta di otto mesi per dar modo ad Amina di allattare la sua bambina.
Funzionari locali hanno rivelato che un Tribunale del remoto villaggio di Bakori, nello Stato di Katsina, ha condannato Amina Lawal Kurami, il 22 marzo scorso, ma che la notizia � stata appresa ad Abuja solo il 25.
Fonti giudiziarie nello Stato di Katsina hanno confermato la sentenza contro Amina, accusata di aver avuto un bambino fuori dal matrimonio. "La sentenza si � fondata sulla sua stessa confessione, e sulla prova costituita dal bambino che ha avuto,", ha dichiarato alla Reuters un funzionario raggiunto per telefono.
"L'uomo che la donna ha accusato di averla circuita per avere sesso ha negato," ha detto il funzionario. "La donna ha 30 giorni di tempo per decidere di appellare la sentenza".
La Lawal, divorziata nel 2000 o 2001, ha confessato al Tribunale di aver avuto una relazione con uomo del suo villaggio,Yahaya Mohammed, per 11 mesi, affermando di aver acconsentito ad avere rapporti sessuali solo dopo la sua promessa di matrimonio. La donna � rimasta incinta, e all'inizio di quest'anno ha dato alla luce una bambina.
E' stata arrestata da persone del suo stesso villaggio il 4 marzo e portata in Tribunale il 22 marzo.
Al processo, il Muhammed ha ammesso di aver avuto una relazione con la donna ma ha negato di aver avuto rapporti sessuali con lei.
Il giudice islamico Nasiru Lawal Bello Dayi lo ha prosciolto poich� Amina non � stata in grado di presentare quattro testimoni [del fatto], come vuole il codice penale islamico, ha detto ancora la fonte giudiziaria.
Il giudice ha inoltre sentenziato che la condanna a morte sia posposta di otto mesi per dar modo ad Amina di allattare la sua bambina.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, Channel News Asia, 25/03/2002)
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