ETIOPIA. RISCHIO CONDANNA A MORTE PER MEMBRI OPPOSIZIONE
il primo ministro etiope, Meles Zenawi, ha annunciato che il processo contro i membri dell'opposizione arrestati nel novembre 2005 ad Addis Abeba continuerà nonostante le "pressioni interne ed esterne" per la loro liberazione.
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il primo ministro etiope, Meles Zenawi, ha annunciato che il processo contro i membri dell'opposizione arrestati nel novembre 2005 ad Addis Abeba continuerà nonostante le "pressioni interne ed esterne" per la loro liberazione.
Sono 131 le persone incriminate lo scorso dicembre di "complottare per rovesciare con la forza il governo costituzionale" e, se riconosciute colpevoli, rischiano la condanna a morte.
Oltre ai leader del Cud (Coalizione per l'Unità e la Democrazia, principale partito dell'opposizione) figurano tra gli imputati anche giornalisti ed intellettuali.
"Intervenire nella procedura giudiziaria e scarcerare questi leader violenti non porterebbe affatto stabilità - ha dichiarato il premier davanti al Parlamento – ed è per questo che il governo è deciso a resistere a ogni pressione affinché le responsabilità dei dirigenti del Cud siano riconosciute davanti alla legge".
Il governo etiope è stato criticato nelle ultime settimane per la repressione condotta contro l'opposizione, scesa in piazza per protestare contro i presunti brogli commessi alle elezioni politiche dello scorso 15 maggio.
Negli scontri scoppiati a giugno e a novembre dello scorso anno sono rimaste uccise oltre 80 persone.
Sono 131 le persone incriminate lo scorso dicembre di "complottare per rovesciare con la forza il governo costituzionale" e, se riconosciute colpevoli, rischiano la condanna a morte.
Oltre ai leader del Cud (Coalizione per l'Unità e la Democrazia, principale partito dell'opposizione) figurano tra gli imputati anche giornalisti ed intellettuali.
"Intervenire nella procedura giudiziaria e scarcerare questi leader violenti non porterebbe affatto stabilità - ha dichiarato il premier davanti al Parlamento – ed è per questo che il governo è deciso a resistere a ogni pressione affinché le responsabilità dei dirigenti del Cud siano riconosciute davanti alla legge".
Il governo etiope è stato criticato nelle ultime settimane per la repressione condotta contro l'opposizione, scesa in piazza per protestare contro i presunti brogli commessi alle elezioni politiche dello scorso 15 maggio.
Negli scontri scoppiati a giugno e a novembre dello scorso anno sono rimaste uccise oltre 80 persone.
— FONTI
- (Fonti: Apcom, Afp, 02/02/2006)
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