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esperti e funzionari cinesi della giustizia penale hanno dichiarato

esperti e funzionari cinesi della giustizia penale hanno dichiarato

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esperti e funzionari cinesi della giustizia penale hanno dichiarato in occasione di un simposio sui diritti umani a Pechino che la Cina dovrebbe riconsiderare il suo approccio alla pena di morte togliendo alle corti provinciali il diritto di dire l’ultima parola sulle esecuzioni.
"Quando si tratta di vita o di morte, bisogna andare cauti," ha detto Wang Mingdi, vice presidente della China Penology Society, aggiungendo che il cambiamento avrebbe contribuito a ridurre i numeri della pena di morte e limitare gli errori giudiziari.
La Corte Suprema del Popolo ha fatto sapere che stava studiando come revocare alle corti inferiori il diritto di approvare le esecuzioni, dopo che alti funzionari della Corte avevano nel corso dell’anno ripetutamente affermato che la riforma dovrebbe essere fatta visto che è opportuna.
Le leggi cinesi stabiliscono che le sentenze capitali, emesse dalle corti intermedie del popolo locali o superiori, devono essere sottoposte alla Corte Suprema per l’approvazione, ma in casi riguardanti reati violenti come omicidio, stupro e rapina, le alte corti provinciali hanno titolo ad approvare esecuzioni.
Wang ha riferito che la Legge Organica della Corte del Popolo della Cina, una legge che autorizza le corti inferiori a esercitare il diritto di approvazione, è stata promulgata nel 1983 quando furono intensificati gli sforzi contro la criminalità montante. "Ma ora la situazione è molto diversa da quella di vent’anni fa."
Fonti vicine alla Corte Suprema hanno riferito che una gran parte delle sentenze capitali sono approvate da corti provinciali e solo i casi più importanti arrivano alla corte suprema.
"A causa di standard di giudizio molto diversi, persone che commettono lo stesso reato sono messe a morte in alcune province e vengono salvate in altre," ha dichiarato Liu Zuoxiang, professore di diritto della Accademia Cinese di Scienze Sociali. Se la prerogativa di approvare le condanne capitali, ha aggiunto Liu, fosse riservata alla corte suprema, avremmo uno standard unico di giudizio e la gente si fiderebbe di più del sistema capitale cinese.
"La vita è troppo preziosa perchè essa possa essere affidata solo a decisioni di corti provinciali," ha detto Yang Qingxiang che è stato presidente dell’Alta Corte Provinciale del Popolo di Jilin dal 1992 al 2000. Se la corte suprema avesse l’ultima parola sulle esecuzioni, ha aggiunto, gli errori giudiziari sarebbero largamente limitati.
FONTI
  • (Fonti: Xinhua News Agency, 25/12/2004)