Emmanuel Uduaghan, Governatore dello Stato nigeriano del Delta, ha concesso il perdono completo a
Emmanuel Uduaghan, Governatore dello Stato nigeriano del Delta, ha concesso il perdono completo a
1 MIN DI LETTURA
Emmanuel Uduaghan, Governatore dello Stato nigeriano del Delta, ha concesso il perdono completo a Moses Akatugba che era stato condannato a morte per aver rubato tre telefoni. Oltre alla concessione della grazia per Moses, il governatore Uduaghan ha commutato anche altre tre condanne a morte in varie pene detentive.
Amnesty International che ha promosso una campagna sul caso, ha detto che nel 2005 Moses, allora sedicenne, era in attesa dei risultati dei suoi esami alla scuola secondaria quando la sua vita è cambiata per sempre. L’esercito nigeriano lo aveva arrestato e sparato alla mano, picchiato alla testa e sulla schiena per poi accusarlo di aver rubato i telefoni cellulari. Inizialmente è stato tenuto presso la caserma locale, dove, ha detto, i soldati gli hanno mostrato un cadavere. Lui non riusciva a identificare il morto e per questo è stato nuovamente picchiato. Dopo essere stato trasferito alla stazione di polizia di Epkan nello Stato del Delta, Moses è stato torturato di nuovo. Ha detto che la polizia lo ha picchiato con machete e bastoni, lo ha legato e appeso per diverse ore nella stanza degli interrogatori. Sono poi state utilizzate pinze per estrarre le unghie dei piedi e delle mani per costringerlo a firmare due "confessioni" che hanno costituito l’unico elemento su cui si è basata la sua condanna a morte del 2013.
Amnesty International che ha promosso una campagna sul caso, ha detto che nel 2005 Moses, allora sedicenne, era in attesa dei risultati dei suoi esami alla scuola secondaria quando la sua vita è cambiata per sempre. L’esercito nigeriano lo aveva arrestato e sparato alla mano, picchiato alla testa e sulla schiena per poi accusarlo di aver rubato i telefoni cellulari. Inizialmente è stato tenuto presso la caserma locale, dove, ha detto, i soldati gli hanno mostrato un cadavere. Lui non riusciva a identificare il morto e per questo è stato nuovamente picchiato. Dopo essere stato trasferito alla stazione di polizia di Epkan nello Stato del Delta, Moses è stato torturato di nuovo. Ha detto che la polizia lo ha picchiato con machete e bastoni, lo ha legato e appeso per diverse ore nella stanza degli interrogatori. Sono poi state utilizzate pinze per estrarre le unghie dei piedi e delle mani per costringerlo a firmare due "confessioni" che hanno costituito l’unico elemento su cui si è basata la sua condanna a morte del 2013.
— FONTI
- (Fonte: 29/5/15, http://mediaworldng.com)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE2 AGOSTO 2026
IRAQ: CONDANNATO A MORTE PER L'OMICIDIO DI UN AGENTE ANTICRIMINE A BASSORA

PENA DI MORTE31 LUGLIO 2026
MALESIA: CORTE FEDERALE RESPINGE RICHIESTA DI REVISIONE

PENA DI MORTE31 LUGLIO 2026
SRI LANKA: DUE CONDANNATI A MORTE PER GLI ATTENTATI DI PASQUA DEL 2019

PENA DI MORTE30 LUGLIO 2026
NIGERIA: CONDANNATA A MORTE PER L'OMICIDIO DEL NEO MARITO

PENA DI MORTE29 LUGLIO 2026
BANGLADESH: AUTISTA CONDANNATO A MORTE PER L'OMICIDIO DELLA DATRICE DI LAVORO

PENA DI MORTE28 LUGLIO 2026
