è stato riportato che dopo gli attentati a New York...
è stato riportato che dopo gli attentati a New York e Washington dell'11 settembre, il caso di Sheik Nashat Ibrahim e altri sia stato trasferito dal tribunale statale per la sicurezza alla procura militare, consentendo una revisione ed una estensione
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è stato riportato che dopo gli attentati a New York e Washington dell'11 settembre, il caso di Sheik Nashat Ibrahim e altri sia stato trasferito dal tribunale statale per la sicurezza alla procura militare, consentendo una revisione ed una estensione delle accuse.
Sheik Nashat Ibrahim è stato arrestato a maggio in quanto figura centrale nell'organizzazione che ha raccolto circa un milione di dollari in due anni per cause che vanno dai ribelli musulmani in Cecenia al movimento islamico di resistenza a Gaza ed in Cisgiordania, secondo un avvocato che lavora al caso.
L'imputato rischia adesso la pena di morte per imputazioni che includono la pianificazione di attacchi terroristici in Egitto, il possesso di armi ed esplosivo, ed il tentativo di infiltrare combattenti nella striscia di Gaza ed in Cecenia, secondo Al Hayat.
Il tribunale militare che gestisce il caso non lo ha discusso pubblicamente.
Un caso separato che coinvolge altri 170 imputati, sulla base di avvenimenti a partire dai primi anni 90, è arrivato con difficoltà nelle aule dei tribunali. Gli imputati sono stati detenuti senza regolare processo, ha detto Hafez Abu Seada, segretario generale dell'organizzazione egiziana per i diritti umani. Sostiene che il clima del paese e del mondo dall'11 settembre è divenuto tale che il governo ha deciso di "legalizzare" la loro detenzione con un processo e una sentenza, piuttosto che detenerli informalmente con la prospettiva di un eventuale rilascio. "Questa è un'opportunità per il governo egiziano ... e l'opinione pubblica la coglierà, dentro e fuori l'Egitto", ha detto.
Sheik Nashat Ibrahim è stato arrestato a maggio in quanto figura centrale nell'organizzazione che ha raccolto circa un milione di dollari in due anni per cause che vanno dai ribelli musulmani in Cecenia al movimento islamico di resistenza a Gaza ed in Cisgiordania, secondo un avvocato che lavora al caso.
L'imputato rischia adesso la pena di morte per imputazioni che includono la pianificazione di attacchi terroristici in Egitto, il possesso di armi ed esplosivo, ed il tentativo di infiltrare combattenti nella striscia di Gaza ed in Cecenia, secondo Al Hayat.
Il tribunale militare che gestisce il caso non lo ha discusso pubblicamente.
Un caso separato che coinvolge altri 170 imputati, sulla base di avvenimenti a partire dai primi anni 90, è arrivato con difficoltà nelle aule dei tribunali. Gli imputati sono stati detenuti senza regolare processo, ha detto Hafez Abu Seada, segretario generale dell'organizzazione egiziana per i diritti umani. Sostiene che il clima del paese e del mondo dall'11 settembre è divenuto tale che il governo ha deciso di "legalizzare" la loro detenzione con un processo e una sentenza, piuttosto che detenerli informalmente con la prospettiva di un eventuale rilascio. "Questa è un'opportunità per il governo egiziano ... e l'opinione pubblica la coglierà, dentro e fuori l'Egitto", ha detto.
— FONTI
- (Fonti: Washington Post, 12/11/2001)
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