è stato riportato che ci sono sette detenuti minorenni
è stato riportato che ci sono sette detenuti minorenni nel braccio della morte del Nuovo Carcere di Bilibid a Muntinlupa, nelle Filippine, e che tutti e sette vivono in condizioni disastrose in celle buie e strette
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� stato riportato che ci sono sette detenuti minorenni nel braccio della morte del Nuovo Carcere di Bilibid a Muntinlupa, nelle Filippine, e che tutti e sette vivono in condizioni disastrose in celle buie e strette.
"Stavano meglio quando erano detenuti nel carcere di massima sicurezza, dove potevano camminare e godere della luce del sole. Qui invece sono confinati in celle piccolissime (1 metro per un metro e mezzo)", ha detto il cappellano del carcere, Roberto Olaguer, che ha aggiunto che nessuno di questi condannati a morte minorenni, il pi� giovane dei quali ha 16 anni, ha avuto la condanna a morte confermata dalla Corte Suprema, anche se alcuni di loro hanno commesso il crimine quando avevano appena 9 anni.
Nel 2003, il Servizio di assistenza religiosa gesuita delle Filippine, in collaborazione con l'Ufficio di Assistenza legale pubblica, ha cercato di convincere la Corte Suprema a rivedere i casi di sei minorenni condannati a morte. I sei sono in attesa di esecuzione nel Nuovo Carcere di Bilibid e sono Ramon Nicodemus, Saturani Panggayong, Roger Pagsibigan, Larina Perpi�an, Elmer Butal e Christopher Padua. Il caso del settimo minore condannato, Ronald Bragas, � gi� stato rimandato dalla Corte Suprema al Tribunale Regionale di Muntinlupa.La Corte Suprema ha detto che il braccio della morte non � un luogo adatto ai minori.
"Detenere un imputato minore nel braccio della morte, che pu� abbattere anche il pi� efferato criminale, in attesa del proprio destino, va contro il principio di protezione che lo Stato deve esercitare nei confronti dei giovani", ha affermato la Corte Suprema.
Olaguer, che � cappellano carcerario da quasi trent'anni, � d'accordo. "Emettere condanne a morte nei confronti di minori � contrario alla Legge n. 7659 della Repubblica, ma i giudici non rispettano questa legge", ha detto.
La sezione 22 articolo 47 del Codice Penale chiaramente stabilisce che: "La pena di morte deve essere imposta in tutti i casi in cui � prevista dalle leggi vigenti, tranne che in quei casi in cui il condannato avesse meno di 18 anni al tempo in cui ha commesso il crimine".
"Alcuni di questi minori sono stati condannati senza che nessuno confermasse la loro et� reale", ha detto Olaguer, attribuendo questo fatto a una "cattiva applicazione della legge".
"Stavano meglio quando erano detenuti nel carcere di massima sicurezza, dove potevano camminare e godere della luce del sole. Qui invece sono confinati in celle piccolissime (1 metro per un metro e mezzo)", ha detto il cappellano del carcere, Roberto Olaguer, che ha aggiunto che nessuno di questi condannati a morte minorenni, il pi� giovane dei quali ha 16 anni, ha avuto la condanna a morte confermata dalla Corte Suprema, anche se alcuni di loro hanno commesso il crimine quando avevano appena 9 anni.
Nel 2003, il Servizio di assistenza religiosa gesuita delle Filippine, in collaborazione con l'Ufficio di Assistenza legale pubblica, ha cercato di convincere la Corte Suprema a rivedere i casi di sei minorenni condannati a morte. I sei sono in attesa di esecuzione nel Nuovo Carcere di Bilibid e sono Ramon Nicodemus, Saturani Panggayong, Roger Pagsibigan, Larina Perpi�an, Elmer Butal e Christopher Padua. Il caso del settimo minore condannato, Ronald Bragas, � gi� stato rimandato dalla Corte Suprema al Tribunale Regionale di Muntinlupa.La Corte Suprema ha detto che il braccio della morte non � un luogo adatto ai minori.
"Detenere un imputato minore nel braccio della morte, che pu� abbattere anche il pi� efferato criminale, in attesa del proprio destino, va contro il principio di protezione che lo Stato deve esercitare nei confronti dei giovani", ha affermato la Corte Suprema.
Olaguer, che � cappellano carcerario da quasi trent'anni, � d'accordo. "Emettere condanne a morte nei confronti di minori � contrario alla Legge n. 7659 della Repubblica, ma i giudici non rispettano questa legge", ha detto.
La sezione 22 articolo 47 del Codice Penale chiaramente stabilisce che: "La pena di morte deve essere imposta in tutti i casi in cui � prevista dalle leggi vigenti, tranne che in quei casi in cui il condannato avesse meno di 18 anni al tempo in cui ha commesso il crimine".
"Alcuni di questi minori sono stati condannati senza che nessuno confermasse la loro et� reale", ha detto Olaguer, attribuendo questo fatto a una "cattiva applicazione della legge".
— FONTI
- (Fonti: Manila Standard, 25/07/2004)
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