D’ELIA (NTC): SI INCRINA IL MITO DELLA CIVILTÀ E DELLA UMANITÀ DELLA INIEZIONE LETALE
a seguito della decisione della Corte Suprema Usa di ammettere ricorsi contro l’iniezione letale, Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e deputato della Rosa nel Pugno, ha dichiarato: “Ancora una volta, giungono dagli Stati Uniti notizie
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a seguito della decisione della Corte Suprema Usa di ammettere ricorsi contro l’iniezione letale, Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino e deputato della Rosa nel Pugno, ha dichiarato:
“Ancora una volta, giungono dagli Stati Uniti notizie che vanno in senso contrario alla pratica della pena di morte, dopo la sua abolizione nei confronti dei minorati mentali, nei confronti dei minorenni e la diminuzione di anno in anno di condanne ed esecuzioni.
Quella della iniezione letale, del modo dolce con cui uno Stato può decidere, con un atto volontario e di cui è responsabile, di mandare all’altro mondo una persona colpevole di un grave reato, è l’ultima spiaggia del sistema capitale americano. Ci stiamo avvicinando sempre di più all’atto finale del processo abolizionista negli Stati Uniti: la dichiarazione di incostituzionalità delle esecuzioni tramite iniezione in quanto pratica “crudele e inusuale”.
I paesi che negli ultimi anni hanno deciso di passare dalla sedia elettrica, dall’impiccagione o dalla fucilazione alla iniezione letale come metodo di esecuzione, hanno presentato il cambio come una conquista di civiltà e un modo più umano e indolore per giustiziare i condannati a morte. La realtà è diversa, e ora anche la Corte Suprema americana comincia a prenderne atto.
Ora attendiamo le decisioni nel merito dei ricorsi dei condannati a morte, ma già con la decisione della Corte Suprema di ammetterli, comincia a infrangersi il mito della civiltà e della umanità della iniezione letale”.
“Ancora una volta, giungono dagli Stati Uniti notizie che vanno in senso contrario alla pratica della pena di morte, dopo la sua abolizione nei confronti dei minorati mentali, nei confronti dei minorenni e la diminuzione di anno in anno di condanne ed esecuzioni.
Quella della iniezione letale, del modo dolce con cui uno Stato può decidere, con un atto volontario e di cui è responsabile, di mandare all’altro mondo una persona colpevole di un grave reato, è l’ultima spiaggia del sistema capitale americano. Ci stiamo avvicinando sempre di più all’atto finale del processo abolizionista negli Stati Uniti: la dichiarazione di incostituzionalità delle esecuzioni tramite iniezione in quanto pratica “crudele e inusuale”.
I paesi che negli ultimi anni hanno deciso di passare dalla sedia elettrica, dall’impiccagione o dalla fucilazione alla iniezione letale come metodo di esecuzione, hanno presentato il cambio come una conquista di civiltà e un modo più umano e indolore per giustiziare i condannati a morte. La realtà è diversa, e ora anche la Corte Suprema americana comincia a prenderne atto.
Ora attendiamo le decisioni nel merito dei ricorsi dei condannati a morte, ma già con la decisione della Corte Suprema di ammetterli, comincia a infrangersi il mito della civiltà e della umanità della iniezione letale”.
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