COMORE: SECONDA TAPPA DELLA MISSIONE DI NESSUNO TOCCHI CAINO IN AFRICA PER LA MORATORIA ONU SULLA PENA DI MORTE
Dopo la tappa in Zimbabwe, la missione di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è continuata nelle Comore, con l’obiettivo di trovare sostegni alla Risoluzione ONU per la moratoria delle esecuzioni che
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Dopo la tappa in Zimbabwe, la missione di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è continuata nelle Comore, con l’obiettivo di trovare sostegni alla Risoluzione ONU per la moratoria delle esecuzioni che andrà al voto all’Assemblea Generale a metà dicembre.
Nella giornata di oggi la delegazione dei Radicali, composta da Sergio D’Elia, Marco Perduca e Marco Maria Freddi, insieme all’Ambasciatore d’Italia Luigi Scotto, ha incontrato il Ministro degli Esteri delle Comore El-Anrif Said Hassan per discutere la posizione di voto, in passato di astensione, sulla risoluzione ONU pro-moratoria.
“L’abolizione della pena di morte ha un valore umanitario, perché consente alle persone di vivere e riabilitarsi”, ha detto il Ministro Said Hassan, il quale ha aggiunto che il Governo ha approvato una
proposta di riforma abolizionista del Codice Penale e di Procedura Penale che però non è passata in Parlamento. “Ci proveremo col prossimo Parlamento la cui elezione è prevista a gennaio 2015.”
Per quanto riguarda il voto sulla Risoluzione ONU, il Ministero degli Esteri ha detto che sta preparando una nota che verrà discussa nel Consiglio dei Ministri che dovrà decidere se passare dal voto di astensione, come negli anni precedenti, al voto a favore.
La delegazione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale aveva fatto visita in mattinata al carcere di Moroni, una struttura fatiscente che risale all’epoca del dominio coloniale francese.
Il Commissario responsabile del carcere e il direttore generale delle prigioni comoriane hanno fornito alcuni dati sulla popolazione detenuta: 213 detenuti, tra cui cinque donne e otto minorenni, sono stipati in celle la cui capienza prevista dovrebbe essere per sole 80 persone. Secondo i dati in possesso del Procuratore Generale Mahammoud Soilihi, che la delegazione ha incontrato nel suo ufficio subito dopo la visita al carcere, i condannati a morte detenuti nella prigione di Moroni sono sei, l’ultimo dei quali ritenuto responsabile di omicidio e stupro il 30 ottobre 2012.
Domani mattina la delegazione incontrerà il Ministro della Giustizia e a seguire tornerà nella prigione di Moroni per incontrare i detenuti nel braccio della morte.
Nella giornata di oggi la delegazione dei Radicali, composta da Sergio D’Elia, Marco Perduca e Marco Maria Freddi, insieme all’Ambasciatore d’Italia Luigi Scotto, ha incontrato il Ministro degli Esteri delle Comore El-Anrif Said Hassan per discutere la posizione di voto, in passato di astensione, sulla risoluzione ONU pro-moratoria.
“L’abolizione della pena di morte ha un valore umanitario, perché consente alle persone di vivere e riabilitarsi”, ha detto il Ministro Said Hassan, il quale ha aggiunto che il Governo ha approvato una
proposta di riforma abolizionista del Codice Penale e di Procedura Penale che però non è passata in Parlamento. “Ci proveremo col prossimo Parlamento la cui elezione è prevista a gennaio 2015.”
Per quanto riguarda il voto sulla Risoluzione ONU, il Ministero degli Esteri ha detto che sta preparando una nota che verrà discussa nel Consiglio dei Ministri che dovrà decidere se passare dal voto di astensione, come negli anni precedenti, al voto a favore.
La delegazione di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale aveva fatto visita in mattinata al carcere di Moroni, una struttura fatiscente che risale all’epoca del dominio coloniale francese.
Il Commissario responsabile del carcere e il direttore generale delle prigioni comoriane hanno fornito alcuni dati sulla popolazione detenuta: 213 detenuti, tra cui cinque donne e otto minorenni, sono stipati in celle la cui capienza prevista dovrebbe essere per sole 80 persone. Secondo i dati in possesso del Procuratore Generale Mahammoud Soilihi, che la delegazione ha incontrato nel suo ufficio subito dopo la visita al carcere, i condannati a morte detenuti nella prigione di Moroni sono sei, l’ultimo dei quali ritenuto responsabile di omicidio e stupro il 30 ottobre 2012.
Domani mattina la delegazione incontrerà il Ministro della Giustizia e a seguire tornerà nella prigione di Moroni per incontrare i detenuti nel braccio della morte.
— FONTI
- (Fonti: NtC, 17/11/2014)
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