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CINA

CINA. PROTESTA POPOLARE CONTRO PUNIZIONI E TORTURE DI IMPUTATI

in Cina si è infiammato inaspettatamente un dibattito pubblico circa la ingiusta condanna di un uomo accusato di omicidio.

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in Cina si è infiammato inaspettatamente un dibattito pubblico circa la ingiusta condanna di un uomo accusato di omicidio.
Il caso ha puntato i riflettori sull’abitudine della polizia di ricorrere alla tortura e alla violenza per estorcere confessioni dai sospettati, e sull’inefficacia delle procedure d’appello. She Xianglin, 39 anni, venne rilasciato dal carcere all’inizio di aprile, quando risultò ovvio che non aveva assassinato la moglie. La moglie di She era scomparsa nel 1994 dopo una lite domestica. Presto la polizia scoprì il cadavere di una donna in decomposizione in un fosso vicino e presumendo che si trattasse della donna scomparsa, accusò She di omicidio. Dopo diverse serie di interrogatori, l’uomo confessò e venne condannato a morte, sentenza poi commutata in 15 anni di reclusione. La moglie di She invece si era trasferita nella Provincia di Shandong nel Nord, dove ha sposato un altro uomo. La donna fu però vista nella Provincia di Hubei alla fine di marzo del 2005. She – rimasto in carcere per quasi 11 anni – in custodia della polizia ha perso parte di un dito e tutte le unghie dei piedi, e ora ha difficoltà a camminare.
FONTI
  • (Fonti: Charlotte Observer (NC), 09/04/2005)