CINA. PRATICANTI FALUN GONG UCCISI PER PRELIEVO ORGANI
la persecuzione nei confronti del Falun Gong, movimento spirituale non autorizzato dalle autorità cinesi, ha raggiunto livelli senza precedenti, denuncia il Falun Dafa Information Center.
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la persecuzione nei confronti del Falun Gong, movimento spirituale non autorizzato dalle autorità cinesi, ha raggiunto livelli senza precedenti, denuncia il Falun Dafa Information Center.
Sono decine di migliaia i praticanti del Falun Gong che, prigionieri in campi di concentramento, vengono uccisi a ritmo accelerato dopo aver subito l’asportazione di organi destinati ad essere venduti.
Dopo aver subito l’operazione – spiega Erping Zhang, portavoce del Centro – i praticanti vengono uccisi ed i loro corpi cremati, oppure occultati in località segrete.
Questa corsa agli espianti di organi, che avvengono negli ospedali di almeno otto province cinesi, è direttamente legata al “Regolamento Provvisorio sui Trapianti di Organi Umani”, che entrerà in vigore dal 1° luglio, vietando (almeno formalmente) il prelievo forzato di organi.
Il Regolamento è stato annunciato dal Ministero della Salute cinese lo scorso 28 marzo, a pochi giorni di distanza dalla scoperta – avvenuta il 6 marzo – dell’esistenza di un campo di concentramento per membri del Falun Gong nel distretto Sujiatun della città di Shenyang.
Proprio un medico militare di Shenyang ha testimoniato che quello di Sujiatun è solo uno dei 36 campi di questo tipo sparsi per la Cina, aggiungendo che il numero di praticanti del Falun Gong prigionieri a Sujiatun ha raggiunto la quota record di 10.000 nella prima parte del 2005.
Nel maggiore di questi campi, in codice “672-S”, sarebbero detenute oltre 120.000 persone, tra membri del Falun Gong e altri prigionieri di coscienza.
La comunità internazionale deve intervenire in difesa dei diritti umani in Cina, e deve farlo subito. Questo l’appello lanciato dal portavoce del Falun Gong, che rende noto come il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese abbia deciso di considerare i membri del movimento spirituale come “nemici di classe” e di trattarli in modo da trarre profitti economici.
Sono decine di migliaia i praticanti del Falun Gong che, prigionieri in campi di concentramento, vengono uccisi a ritmo accelerato dopo aver subito l’asportazione di organi destinati ad essere venduti.
Dopo aver subito l’operazione – spiega Erping Zhang, portavoce del Centro – i praticanti vengono uccisi ed i loro corpi cremati, oppure occultati in località segrete.
Questa corsa agli espianti di organi, che avvengono negli ospedali di almeno otto province cinesi, è direttamente legata al “Regolamento Provvisorio sui Trapianti di Organi Umani”, che entrerà in vigore dal 1° luglio, vietando (almeno formalmente) il prelievo forzato di organi.
Il Regolamento è stato annunciato dal Ministero della Salute cinese lo scorso 28 marzo, a pochi giorni di distanza dalla scoperta – avvenuta il 6 marzo – dell’esistenza di un campo di concentramento per membri del Falun Gong nel distretto Sujiatun della città di Shenyang.
Proprio un medico militare di Shenyang ha testimoniato che quello di Sujiatun è solo uno dei 36 campi di questo tipo sparsi per la Cina, aggiungendo che il numero di praticanti del Falun Gong prigionieri a Sujiatun ha raggiunto la quota record di 10.000 nella prima parte del 2005.
Nel maggiore di questi campi, in codice “672-S”, sarebbero detenute oltre 120.000 persone, tra membri del Falun Gong e altri prigionieri di coscienza.
La comunità internazionale deve intervenire in difesa dei diritti umani in Cina, e deve farlo subito. Questo l’appello lanciato dal portavoce del Falun Gong, che rende noto come il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese abbia deciso di considerare i membri del movimento spirituale come “nemici di classe” e di trattarli in modo da trarre profitti economici.
— FONTI
- (Fonti: Falun Dafa Information Center, 06/04/2006)
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