CINA. LA CINA INTENDE VIETARE IL COMMERCIO DI ORGANI UMANI
secondo i media di Stato, il Vice Ministro della Sanità Huang Jiefu avrebbe annunciato l’intenzione della Cina di vietare il commercio di organi umani.
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secondo i media di Stato, il Vice Ministro della Sanità Huang Jiefu avrebbe annunciato l’intenzione della Cina di vietare il commercio di organi umani.
Da lungo tempo organizzazioni per la difesa dei diritti umani accusano la Cina di espiantare organi dai detenuti giustiziati senza il loro consenso – a volte mentre erano ancora vivi – per trapiantarli. Il commercio d’organi è diventata un’attività proficua ora che un numero crescente di cinesi è abbastanza ricco da permettersi un trapianto. Cinesi e persone di altre nazionalità vengono dall’estero per sottoporsi agli interventi. Le nuove leggi enfatizzerebbero la “non commercializzazione” dei trapianti d’organo e sottolineerebbero otto principi sui trapianti, inclusa la necessità di ottenere il consenso del paziente per eseguire l’intervento e il suo diritto di esserne a conoscenza, ha dichiarato Huang. Non è chiaro se “il paziente” si riferisca al donatore o al ricevente dell’organo. La notizia non spiega nemmeno se la Cina intendesse vietare l’uso degli organi dei detenuti giustiziati, ma questa legge renderebbe illegale la vendita da parte dei tribunali degli organi dei giustiziati agli ospedali. Xinhua ha detto che saranno anche proibiti gli annunci di richiesta e offerta di organi. Secondo Hu la legge applicherebbe due criteri per determinare il decesso di una persona e quindi la possibilità di espiantare gli organi: l’arresto cardiaco e la morte cerebrale. Il governo cinese ha negato di aver incoraggiato l’utilizzo di organi dei prigionieri. Tuttavia, i media cinesi affermano che dopo le esecuzioni vengono utilizzati furgoni per trasportare rapidamente gli organi. Recentemente sono stati resi noti casi in cui parenti dei giustiziati hanno tentato di citare in tribunale i governi locali.
Da lungo tempo organizzazioni per la difesa dei diritti umani accusano la Cina di espiantare organi dai detenuti giustiziati senza il loro consenso – a volte mentre erano ancora vivi – per trapiantarli. Il commercio d’organi è diventata un’attività proficua ora che un numero crescente di cinesi è abbastanza ricco da permettersi un trapianto. Cinesi e persone di altre nazionalità vengono dall’estero per sottoporsi agli interventi. Le nuove leggi enfatizzerebbero la “non commercializzazione” dei trapianti d’organo e sottolineerebbero otto principi sui trapianti, inclusa la necessità di ottenere il consenso del paziente per eseguire l’intervento e il suo diritto di esserne a conoscenza, ha dichiarato Huang. Non è chiaro se “il paziente” si riferisca al donatore o al ricevente dell’organo. La notizia non spiega nemmeno se la Cina intendesse vietare l’uso degli organi dei detenuti giustiziati, ma questa legge renderebbe illegale la vendita da parte dei tribunali degli organi dei giustiziati agli ospedali. Xinhua ha detto che saranno anche proibiti gli annunci di richiesta e offerta di organi. Secondo Hu la legge applicherebbe due criteri per determinare il decesso di una persona e quindi la possibilità di espiantare gli organi: l’arresto cardiaco e la morte cerebrale. Il governo cinese ha negato di aver incoraggiato l’utilizzo di organi dei prigionieri. Tuttavia, i media cinesi affermano che dopo le esecuzioni vengono utilizzati furgoni per trasportare rapidamente gli organi. Recentemente sono stati resi noti casi in cui parenti dei giustiziati hanno tentato di citare in tribunale i governi locali.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 05/06/2005)
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