CINA. DALAI LAMA CHIEDE CLEMENZA PER RELIGIOSO TIBETANO
“Spero che, come accaduto in passato in altri casi, il Governo cinese ed i funzionari competenti vogliano riconsiderare la condanna a morte di Tensin Deleg Rinpoche”, ha detto il Dalai Lama.
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Il Dalai Lama ha chiesto clemenza per il religioso tibetano condannato a morte in Cina.
“Spero che, come accaduto in passato in altri casi, il Governo cinese ed i funzionari competenti vogliano riconsiderare la condanna a morte di Tensin Deleg Rinpoche”, ha detto il Dalai Lama.
Rinpoche, 52 anni, è stato condannato a morte il 2 dicembre 2002, con pena sospesa per due anni, per aver “provocato esplosioni” ed “incitato al separatismo”.
Essendo scaduti i due anni di sospensione, le autorità cinesi decideranno nei prossimi giorni se confermare o meno la condanna capitale.
La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhang Qiyue, ha dichiarato da Pechino che “importanti dipartimenti di giustizia hanno già rivisto il caso di Tensin Deleg”, aggiungendo che “in qualsiasi altro paese i criminali che minacciano la sicurezza nazionale e compiono attentati terroristici vengono puniti in base alla legge”.
A Nuova Delhi, tre parlamentari indiani si sono recati all’ambasciata di Cina, per consegnare una richiesta di rilascio del religioso. Il personale dell’ambasciata si è rifiutato di prendere il memorandum, chiedendo che fosse passato sotto al cancello dell’edificio.
“Siamo molto preoccupati per la violazione dei diritti umani in Tibet, in particolare per la fine del periodo di sospensione della condanna a morte di un pacifico monaco buddista”, recita il memorandum. “Vi chiediamo l’immediato ed incondizionato rilascio di Tensin Deleg”.
L’India ospita il Dalai Lama, 69 anni, ed i membri del Governo in esilio tibetano da quando nel 1959 il leader spirituale ha lasciato il Tibet, in seguito ad una fallita sollevazione contro l’occupazione cinese.
Rinpoche, 52 anni, è stato condannato a morte il 2 dicembre 2002, con pena sospesa per due anni, per aver “provocato esplosioni” ed “incitato al separatismo”.
Essendo scaduti i due anni di sospensione, le autorità cinesi decideranno nei prossimi giorni se confermare o meno la condanna capitale.
La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhang Qiyue, ha dichiarato da Pechino che “importanti dipartimenti di giustizia hanno già rivisto il caso di Tensin Deleg”, aggiungendo che “in qualsiasi altro paese i criminali che minacciano la sicurezza nazionale e compiono attentati terroristici vengono puniti in base alla legge”.
A Nuova Delhi, tre parlamentari indiani si sono recati all’ambasciata di Cina, per consegnare una richiesta di rilascio del religioso. Il personale dell’ambasciata si è rifiutato di prendere il memorandum, chiedendo che fosse passato sotto al cancello dell’edificio.
“Siamo molto preoccupati per la violazione dei diritti umani in Tibet, in particolare per la fine del periodo di sospensione della condanna a morte di un pacifico monaco buddista”, recita il memorandum. “Vi chiediamo l’immediato ed incondizionato rilascio di Tensin Deleg”.
L’India ospita il Dalai Lama, 69 anni, ed i membri del Governo in esilio tibetano da quando nel 1959 il leader spirituale ha lasciato il Tibet, in seguito ad una fallita sollevazione contro l’occupazione cinese.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 02/12/2004)
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