Chen Jicheng, ex presidente del consiglio di amministrazione di una fabbrica di fuochi d’artificio, è stato condannato a morte
Chen Jicheng, ex presidente del consiglio di amministrazione di una fabbrica di fuochi d’artificio, è stato condannato a morte
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Chen Jicheng, ex presidente del consiglio di amministrazione di una fabbrica di fuochi d’artificio, è stato condannato a morte per aver prodotto illegalmente esplosivi e provocato un’esplosione nella quale 36 persone sono rimaste uccise nel dicembre 2003 a Tieling, una città della Provincia di Liaoning nel nord-est della Cina. Il verdetto è stato emesso dalla Corte Intermedia del Popolo di Tieling. Il 30 dicembre 2003, un’esplosione aveva colpito la Safe Environment Friendly Fireworks Company Limited di Changtu uccidendo 36 operai e ferendone 32. Chen è stato anche condannato per frode. Con vera o false identità, Chen aveva ottenuto 2,59 milioni di yuan (312.048 dollari USA) di prestiti dal marzo 1996 al dicembre 1999. Per non restituirli, si era trasferito a Liaoning con un falso documento di identità nel 2001. Chen aveva messo su una fabbrica di fuochi d’artificio a Fushun nel maggio 2002, ma la polizia locale l’aveva subito chiusa. Aveva poi avviato la stessa attività a Siping, ma era stato costretto a chiuderla anche lì nel dicembre 2002. Chen aveva insistito con i fuochi di artificio e aperto un’altra fabbrica nella Contea di Changtu, iniziando la produzione di fuochi senza attendere i necessari permessi e non fornendo un’adeguata preparazione agli operai, il che aveva causato la tragedia.
— FONTI
- (Fonti: www.chinaview.cn, 23/12/2004)
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