Cesare Salvi, Francesco Cossiga, Lamberto Dini e Rita...
Cesare Salvi, Francesco Cossiga, Lamberto Dini e Rita Levi-Montalcini sono i primi firmatari di una mozione del Senato che chiede al Governo italiano di non collaborare in alcun modo con le autorità irachene in casi in cui possa essere applicata la pena
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Cesare Salvi, Francesco Cossiga, Lamberto Dini e Rita Levi-Montalcini sono i primi firmatari di una mozione del Senato che chiede al Governo italiano di non collaborare in alcun modo con le autorità irachene in casi in cui possa essere applicata la pena di morte.
La mozione, sottoscritta ad oggi da 54 senatori, impegna il Governo a "sostenere nei confronti del nuovo governo iracheno la contrarietà italiana ed europea all'uso della pena di morte, anche nei confronti di Saddam Hussein, e il favore al mantenimento in Iraq di una moratoria delle esecuzioni nella prospettiva della abolizione della pena di morte dalla nuova costituzione."
La mozione impegna inoltre il Governo a "riaffermare la coerente opposizione del nostro paese e dell'Unione Europea alla condanna capitale escludendo di facilitare, consentire, accettare o partecipare in qualunque maniera alla consegna fisica o giuridica di qualsiasi persona alle autorità irachene finché esse non forniscano assicurazioni adeguate che la persona non sarà sottoposta alla pena di morte."
"E' la traduzione in atto parlamentare della campagna 'Nessuno tocchi Saddam' promossa da Nessuno tocchi Caino," ha dichiarato il Vice Presidente del Senato Cesare Salvi, primo firmatario della mozione. "Quale che sia il giudizio sull'intervento in Iraq - ha proseguito Salvi - ora occorre che in quel paese si introducano principi di democrazia.
La cancellazione dalla faccia della terra dell'ex dittatore iracheno sarebbe contraria alle più nobili ragioni dell'intervento e segnerebbe negativamente il cambio di regime in Iraq. L'abolizione della pena di morte o, almeno, la moratoria delle esecuzioni, segnerebbe invece la più evidente soluzione di continuità rispetto al passato."
Una mozione che va in questa direzione è stata presentata due settimane fa alla Camera dei Deputati, primo firmatario Alfredo Biondi.
Un testo analogo verrà depositato anche al Parlamento Europeo e in altri parlamenti di paesi membri dell'Unione Europea.
La mozione, sottoscritta ad oggi da 54 senatori, impegna il Governo a "sostenere nei confronti del nuovo governo iracheno la contrarietà italiana ed europea all'uso della pena di morte, anche nei confronti di Saddam Hussein, e il favore al mantenimento in Iraq di una moratoria delle esecuzioni nella prospettiva della abolizione della pena di morte dalla nuova costituzione."
La mozione impegna inoltre il Governo a "riaffermare la coerente opposizione del nostro paese e dell'Unione Europea alla condanna capitale escludendo di facilitare, consentire, accettare o partecipare in qualunque maniera alla consegna fisica o giuridica di qualsiasi persona alle autorità irachene finché esse non forniscano assicurazioni adeguate che la persona non sarà sottoposta alla pena di morte."
"E' la traduzione in atto parlamentare della campagna 'Nessuno tocchi Saddam' promossa da Nessuno tocchi Caino," ha dichiarato il Vice Presidente del Senato Cesare Salvi, primo firmatario della mozione. "Quale che sia il giudizio sull'intervento in Iraq - ha proseguito Salvi - ora occorre che in quel paese si introducano principi di democrazia.
La cancellazione dalla faccia della terra dell'ex dittatore iracheno sarebbe contraria alle più nobili ragioni dell'intervento e segnerebbe negativamente il cambio di regime in Iraq. L'abolizione della pena di morte o, almeno, la moratoria delle esecuzioni, segnerebbe invece la più evidente soluzione di continuità rispetto al passato."
Una mozione che va in questa direzione è stata presentata due settimane fa alla Camera dei Deputati, primo firmatario Alfredo Biondi.
Un testo analogo verrà depositato anche al Parlamento Europeo e in altri parlamenti di paesi membri dell'Unione Europea.
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino, 23/07/04;)
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