Caribbean Justice, un gruppo che lavora per l'abolizione...
Caribbean Justice, un gruppo che lavora per l'abolizione della pena di morte, ha condannato i progetti di Barbados di emendare la propria costituzione per aggirare le decisioni sulla pena di morte prese dal Consiglio della Corona Britannico, la più alta
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Caribbean Justice, un gruppo che lavora per l'abolizione della pena di morte, ha condannato i progetti di Barbados di emendare la propria costituzione per aggirare le decisioni sulla pena di morte prese dal Consiglio della Corona Britannico, la più alta corte nel Paese.
In una dichiarazione, il gruppo ha sostenuto che una simile azione costituirebbe una "violazione del diritto internazionale e stabilirebbe un pericoloso precedente".
Caribbean Justice ha citato una dichiarazione fatta nel 1999 alla dodicesima Commonwealth Law Conference dall'ex Procuratore Generale di Trinidad e Tobago, Ramesh Lawrence Maharaj, secondo la quale anche se i governi fossero in disaccordo con le decisioni del Consiglio della Corona riguardanti la pena di morte, "essi avrebbero l'obbligo, finché rimane la Corte Finale d'Appello per i loro Paesi, di obbedire e di eseguire le sue ordinanze".
"Sarebbe una seria violazione dello stato di diritto per qualsiasi governo disattendere un'ordinanza della propria Corte Finale d'Appello", ha poi dichiarato Maharaj.
Caribbean Justice ha inoltre affermato che le decisioni dei British Law Lords che il governo di Barbados ha in progetto di sfidare non erano perverse ma in linea con il diritto internazionale per l'applicazione della pena capitale.
Inoltre domanda, "in un contesto più ampio, se il governo è pronto a rispondere alle sentenze che non gli piacciono cambiando la legge, che garanzie può avere la popolazione di Barbados che esso si fermerà alla pena di morte?"
"Oltretutto, nelle mosse per prevenire qualsiasi tentativo di impugnare la condanna a morte obbligatoria, il governo di Barbados non sarà al passo con le tendenze regionali e violerà il diritto interno," ha affermato Caribbean Rights, notando che la pena di morte obbligatoria è già stata abolita nei Caraibi orientali.
Il Procuratore Generale dell'isola Mia Mottley ha recentemente presentato gli emendamenti in parlamento che sono finalizzati non solo ad opporsi agli effetti mitigatori della sentenza Pratt e Morgan del 1993 emanata dalla commissione giudiziaria del Consiglio della Corona di Londra, che limita a cinque anni il tempo che un prigioniero dovrebbe essere tenuto nel braccio della morte, ma sono progettati per prevenire che la decisione del 12 marzo 2002 che mette fuori legge le condanne a morte obbligatorie in sette Paesi dei Caraibi orientali sia applicata a Barbados.
Questa legislazione proposta ha assunto nuova urgenza sulla scia della concessione da parte della locale Corte d'Appello di una sospensione dell'esecuzione della sentenza per quattro condannati per omicidio ai quali le sentenze di morte furono lette il 26 giugno in preparazione di un'impiccagione il 2 luglio a Glendairy, il carcere principale. Gli avvocati dei quattro hanno da allora presentato un appello al Consiglio della Corona e attendono un'udienza quando esso si riunirà in ottobre.
In una dichiarazione, il gruppo ha sostenuto che una simile azione costituirebbe una "violazione del diritto internazionale e stabilirebbe un pericoloso precedente".
Caribbean Justice ha citato una dichiarazione fatta nel 1999 alla dodicesima Commonwealth Law Conference dall'ex Procuratore Generale di Trinidad e Tobago, Ramesh Lawrence Maharaj, secondo la quale anche se i governi fossero in disaccordo con le decisioni del Consiglio della Corona riguardanti la pena di morte, "essi avrebbero l'obbligo, finché rimane la Corte Finale d'Appello per i loro Paesi, di obbedire e di eseguire le sue ordinanze".
"Sarebbe una seria violazione dello stato di diritto per qualsiasi governo disattendere un'ordinanza della propria Corte Finale d'Appello", ha poi dichiarato Maharaj.
Caribbean Justice ha inoltre affermato che le decisioni dei British Law Lords che il governo di Barbados ha in progetto di sfidare non erano perverse ma in linea con il diritto internazionale per l'applicazione della pena capitale.
Inoltre domanda, "in un contesto più ampio, se il governo è pronto a rispondere alle sentenze che non gli piacciono cambiando la legge, che garanzie può avere la popolazione di Barbados che esso si fermerà alla pena di morte?"
"Oltretutto, nelle mosse per prevenire qualsiasi tentativo di impugnare la condanna a morte obbligatoria, il governo di Barbados non sarà al passo con le tendenze regionali e violerà il diritto interno," ha affermato Caribbean Rights, notando che la pena di morte obbligatoria è già stata abolita nei Caraibi orientali.
Il Procuratore Generale dell'isola Mia Mottley ha recentemente presentato gli emendamenti in parlamento che sono finalizzati non solo ad opporsi agli effetti mitigatori della sentenza Pratt e Morgan del 1993 emanata dalla commissione giudiziaria del Consiglio della Corona di Londra, che limita a cinque anni il tempo che un prigioniero dovrebbe essere tenuto nel braccio della morte, ma sono progettati per prevenire che la decisione del 12 marzo 2002 che mette fuori legge le condanne a morte obbligatorie in sette Paesi dei Caraibi orientali sia applicata a Barbados.
Questa legislazione proposta ha assunto nuova urgenza sulla scia della concessione da parte della locale Corte d'Appello di una sospensione dell'esecuzione della sentenza per quattro condannati per omicidio ai quali le sentenze di morte furono lette il 26 giugno in preparazione di un'impiccagione il 2 luglio a Glendairy, il carcere principale. Gli avvocati dei quattro hanno da allora presentato un appello al Consiglio della Corona e attendono un'udienza quando esso si riunirà in ottobre.
— FONTI
- (Fonti: Caribbean Media Corporation news agency monitorato da BBC, 04/08/2002)
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