CANADA. OTTAWA ABBANDONA CONNAZIONALE NEL BRACCIO DELLA MORTE IN MONTANA
la decisione del Governo canadese di interrompere il tentativo di salvare la vita di Ronald Smith,
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la decisione del Governo canadese di interrompere il tentativo di salvare la vita di Ronald Smith, connazionale detenuto nel braccio della morte del Montana, è arbitraria ed iniqua, denuncia il suo avvocato difensore.
I legali del Governo canadese hanno infatti ricevuto il 23 settembre l’incarico di preparare i documenti per mettere fine all’iniziativa per l’ottenimento della grazia.
Il primo ministro Stephen Harper, che punta alla rielezione il mese prossimo, ha detto che consentire ad un omicida il ritorno in Canada costituirebbe un messaggio sbagliato per la popolazione.
“Facciamo valutazioni caso per caso”, ha detto Harper nel corso di un recente appuntamento elettorale ad Ottawa. “Nel caso in questione un nostro intervento sarebbe inappropriato, considerato che il Governatore del Montana non esclude la commutazione purché seguita dal rimpatrio di Smith”.
L’uomo è stato condannato a morte nello stato Usa nel 1983, dopo aver ammesso gli omicidi di due uomini, commessi sotto l’effetto di droga e alcohol.
“Per Smith è una questione di vita o di morte, dal momento che è noto a tutti come la sua migliore speranza risieda nella concessione della grazia”, ha dichiarato l’avvocato difensore Lorne Waldman, che ora chiede al giudice federale Robert Barnes di ordinare al Governo canadese la ripresa dell’iniziativa che ha per obiettivo la commutazione.
L’attuale governo – denuncia l’avvocato - ha deciso di mettere fine nello scorso autunno alla decennale battaglia per evitare a Smith l’iniezione letale, senza troppe spiegazioni.
Il precedente governo, guidato dai Liberali, aveva promesso di cercare l’ottenimento della grazia per tutti i cittadini canadesi condannati a morte all’estero.
I legali del Governo canadese hanno infatti ricevuto il 23 settembre l’incarico di preparare i documenti per mettere fine all’iniziativa per l’ottenimento della grazia.
Il primo ministro Stephen Harper, che punta alla rielezione il mese prossimo, ha detto che consentire ad un omicida il ritorno in Canada costituirebbe un messaggio sbagliato per la popolazione.
“Facciamo valutazioni caso per caso”, ha detto Harper nel corso di un recente appuntamento elettorale ad Ottawa. “Nel caso in questione un nostro intervento sarebbe inappropriato, considerato che il Governatore del Montana non esclude la commutazione purché seguita dal rimpatrio di Smith”.
L’uomo è stato condannato a morte nello stato Usa nel 1983, dopo aver ammesso gli omicidi di due uomini, commessi sotto l’effetto di droga e alcohol.
“Per Smith è una questione di vita o di morte, dal momento che è noto a tutti come la sua migliore speranza risieda nella concessione della grazia”, ha dichiarato l’avvocato difensore Lorne Waldman, che ora chiede al giudice federale Robert Barnes di ordinare al Governo canadese la ripresa dell’iniziativa che ha per obiettivo la commutazione.
L’attuale governo – denuncia l’avvocato - ha deciso di mettere fine nello scorso autunno alla decennale battaglia per evitare a Smith l’iniezione letale, senza troppe spiegazioni.
Il precedente governo, guidato dai Liberali, aveva promesso di cercare l’ottenimento della grazia per tutti i cittadini canadesi condannati a morte all’estero.
— FONTI
- (Fonti: Ap, 29/09/2008)
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