Ayodhya Prasad Chaubey, cittadino indiano di 67 anni,...
Ayodhya Prasad Chaubey, cittadino indiano di 67 anni, è stato fucilato in Indonesia, a Medan, capitale della provincia del Nord Sumatra
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Ayodhya Prasad Chaubey, cittadino indiano di 67 anni, è stato fucilato in Indonesia, a Medan, capitale della provincia del Nord Sumatra.
Il plotone era costituito da 12 poliziotti, tutti appartenenti ad un'unità paramilitare d'elite.
"E' stato giustiziato alle 2 e 30 di mattina ? e sepolto circa tre ore dopo in un cimitero islamico, secondo le sue volontà", ha detto Kemas Yahya Rachman, portavoce della Procura Generale.
Chaubey era stato condannato alla pena capitale per aver trafficato 12 chili di eroina nel paese.
Affinché fosse risparmiata la vita del condannato, il Governo indiano, l'Unione Europea ed organizzazioni per i diritti umani avevano rivolto appelli alle autorità indonesiane, che dal maggio 2001 non avevano più praticato esecuzioni.
Il Legal Aid Institute, che si è occupato della difesa processuale di Chaubey, sta valutando se intraprendere azioni legali contro le autorità, che avrebbero impedito contatti tra gli avvocati ed il loro cliente.
"Dal 30 luglio abbiamo chiesto l'incontro tre volte, ma le autorità carcerarie hanno sempre respinto la richiesta, sulla base di ordini ricevuti dall'Ufficio del Procuratore", ha dichiarato Irham Buana Nasution, rappresentante della sezione di Medan dell'Istituto, aggiungendo che l'esecuzione di Chaubey è "legata a valutazioni politiche".
Il plotone era costituito da 12 poliziotti, tutti appartenenti ad un'unità paramilitare d'elite.
"E' stato giustiziato alle 2 e 30 di mattina ? e sepolto circa tre ore dopo in un cimitero islamico, secondo le sue volontà", ha detto Kemas Yahya Rachman, portavoce della Procura Generale.
Chaubey era stato condannato alla pena capitale per aver trafficato 12 chili di eroina nel paese.
Affinché fosse risparmiata la vita del condannato, il Governo indiano, l'Unione Europea ed organizzazioni per i diritti umani avevano rivolto appelli alle autorità indonesiane, che dal maggio 2001 non avevano più praticato esecuzioni.
Il Legal Aid Institute, che si è occupato della difesa processuale di Chaubey, sta valutando se intraprendere azioni legali contro le autorità, che avrebbero impedito contatti tra gli avvocati ed il loro cliente.
"Dal 30 luglio abbiamo chiesto l'incontro tre volte, ma le autorità carcerarie hanno sempre respinto la richiesta, sulla base di ordini ricevuti dall'Ufficio del Procuratore", ha dichiarato Irham Buana Nasution, rappresentante della sezione di Medan dell'Istituto, aggiungendo che l'esecuzione di Chaubey è "legata a valutazioni politiche".
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 05/08/2004)
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