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UGANDA

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Associazioni ugandesi per i diritti umani hanno rilanciato una campagna contro la pena di morte presentando un promemoria alla Commissione di Revisione Costituzionale per la sua abolizione

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Associazioni ugandesi per i diritti umani hanno rilanciato una campagna contro la pena di morte presentando un promemoria alla Commissione di Revisione Costituzionale per la sua abolizione. La Commissione, che concluder� i lavori a met� del 2003, sta raccogliendo pareri su alcune leggi, inclusa quella sulla pena di morte, la cui revisione � raccomandata dal governo.
Gli oppositori della pena capitale vogliono che essa sia sostituita con una lunga detenzione, come il carcere a vita. Dicono che la pena di morte non ha scoraggiato dal commettere reati capitali. Stupro, corruzione, omicidio, tentato omicidio, rapina aggravata e tradimento sono alcuni dei reati punibili in Uganda con la morte. La Fondazione per l'Iniziativa sui Diritti Umani, la Law Society dell'Uganda e il Consiglio Cristiano Riunito sono tra i gruppi che si battono per l'abolizione. La Commissione di Revisione Costituzionale sta mettendo a punto un rapporto che stabilir� il destino della pena capitale nel paese. Circa 270 condannati si troverebbero nel braccio della morte. La Commissione � stata istituita nel 2000 con l'incarico di proporre modifiche ad alcune leggi, tra cui quella sulla pena di morte. John Matovu, presidente della Law Society dell'Uganda, un'associazione di praticanti legali privati, ha detto che in gran parte dei casi gli accusati sono poveri che non possono permettersi un avvocato. "Noi ora diciamo no alla pena di morte perch� riteniamo che sia una sorta di vendetta. In alcuni casi si � accusati per errore, su prove false della polizia e senza un'adeguata difesa", ha detto Matovu. Le ultime esecuzioni ordinate da un tribunale non militare, con cui sono stati impiccate 28 persone, sono avvenute nell'aprile 1999. In marzo una corte marziale militare, le cui sentenze non prevedono appello, ha processato e giustiziato due soldati per il presunto omicidio di un prete irlandese, il rev. Declan O'Toole, nel distretto di Karamoja. Nel 2001 il governo ha approvato la pena di morte per i profanatori e gli stupratori andando contro una raccomandazione della Commissione di Revisione della Legge. Gli attivisti per i diritti delle donne, che chiedono leggi pi� dure contro lo stupro e la profanazione, hanno accolto con favore la decisione. La pena di morte � stata ereditata nello statuto dai colonialisti britannici, ma � stata applicata anche dalla nuova costituzione nell'ottobre 1995. Un funzionario della Fondazione per l'Iniziativa sui Diritti Umani ha detto che l'attuale dibattito sulla pena di morte � salutare e dimostra la volont� di cambiare la legge. "E' un'indicazione del fatto che c'� una volont� politica di abolire questa legge disumanizzante", ha aggiunto un funzionario del Consiglio Cristiano Riunito - una NGO che raggruppa tutte le chiese cristiane dell'Uganda. Gli attivisti per i diritti umani hanno istituito una commissione che comprende accademici e capi religiosi per sostenere la tesi abolizionista. Un portavoce della Commissione per i Diritti Umani dell'Uganda (UHRC), ha detto al The East African che la Commissione non ha ancora espresso il proprio parere alla Commissione di Revisione Costituzionale sulla pena di morte, ma che alcuni membri vogliono l'abolizione per reati come lo stupro e il tradimento. Egli ha detto che, anche se non c'� una posizione comune sulla questione tra i membri della commissione, una posizione trasversale � l'abolizione della pena di morte per reati sessuali come lo stupro e la profanazione e per reati politici come il tradimento e la diserzione. Essa, tuttavia, dovrebbe rimanere per reati come l'omicidio e la rapina aggravata. "La Commissione vorrebbe una totale abolizione della pena di morte, da raggiungere gradualmente dopo un dibattito pubblico", ha detto il portavoce Robert Kirenga.
FONTI
  • (Fonti: The East African, Africa News Service, 15/11/2002)