ARABIA SAUDITA: TRE CONDANNE A MORTE E UNA AL CARCERE
il Tribunale penale speciale di Riyadh ha condannato tre sauditi a morte in relazione ad una sparatoria contro una pattuglia di polizia e contro la prigione di Qatif.
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il Tribunale penale speciale di Riyadh ha condannato tre sauditi a morte in relazione ad una sparatoria contro una pattuglia di polizia e contro la prigione di Qatif.
Una quarta persona è stata condannata a 12 anni di carcere per aver sparato alla polizia, ad edifici governativi e per il contrabbando di armi via mare.
Il giudice ha condannato il primo imputato dopo averlo giudicato colpevole di aver preso le armi contro il capo dello Stato e partecipato con un certo numero di altri imputati alla sparatoria, con mitragliatrici e pistole, contro una pattuglia della polizia e l'edificio della prigione.
EÈ stato riconosciuto colpevole di contrabbando di mitragliatrici nel Regno e addestramento di persone all’uso di armi.
L'imputato è stato anche condannato per aver messo in pericolo la sicurezza interna, ospitato altri che hanno partecipato a questi crimini, possesso di armi per minare l'ordine pubblico e ricezione di messaggi attraverso i social media da soggetti con pensieri devianti.
Anche il secondo imputato è stato condannato per aver preso le armi contro le autorità, avendo partecipato alla sparatoria con mitragliatrice e due pistole contro la pattuglia di sicurezza e l’edificio del carcere di Qatif.
EÈ stato anche riconosciuto colpevole di aver addestrato altri all’uso di armi in operazioni contro la sicurezza nazionale, contrabbandato mitragliatrici e pistole, oltre ad aver visitato uno dei feriti nella sparatoria con la polizia senza segnalazione alle autorità.
Il terzo imputato è stato condannato per accuse simili.
Poiché i tre imputati hanno ritrattato le loro confessioni, nel tentativo di evitare l’accusa di banditismo e non incorrere nella punizione, il giudice ha deciso di dare loro la pena di morte.
Una quarta persona è stata condannata a 12 anni di carcere per aver sparato alla polizia, ad edifici governativi e per il contrabbando di armi via mare.
Il giudice ha condannato il primo imputato dopo averlo giudicato colpevole di aver preso le armi contro il capo dello Stato e partecipato con un certo numero di altri imputati alla sparatoria, con mitragliatrici e pistole, contro una pattuglia della polizia e l'edificio della prigione.
EÈ stato riconosciuto colpevole di contrabbando di mitragliatrici nel Regno e addestramento di persone all’uso di armi.
L'imputato è stato anche condannato per aver messo in pericolo la sicurezza interna, ospitato altri che hanno partecipato a questi crimini, possesso di armi per minare l'ordine pubblico e ricezione di messaggi attraverso i social media da soggetti con pensieri devianti.
Anche il secondo imputato è stato condannato per aver preso le armi contro le autorità, avendo partecipato alla sparatoria con mitragliatrice e due pistole contro la pattuglia di sicurezza e l’edificio del carcere di Qatif.
EÈ stato anche riconosciuto colpevole di aver addestrato altri all’uso di armi in operazioni contro la sicurezza nazionale, contrabbandato mitragliatrici e pistole, oltre ad aver visitato uno dei feriti nella sparatoria con la polizia senza segnalazione alle autorità.
Il terzo imputato è stato condannato per accuse simili.
Poiché i tre imputati hanno ritrattato le loro confessioni, nel tentativo di evitare l’accusa di banditismo e non incorrere nella punizione, il giudice ha deciso di dare loro la pena di morte.
— FONTI
- (Fonti: Asharq Al-Awsat, 02/12/2016)
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