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ARABIA SAUDITA·PENA DI MORTE·4 MARZO 2013·1 MIN DI LETTURA

ARABIA SAUDITA: RICHIESTE DI AIUTO DAL BRACCIO DELLA MORTE

parlando con un cellulare che tiene nascosto nella sua cella, uno dei sette sauditi in procinto di essere

sbarre cella
parlando con un cellulare che tiene nascosto nella sua cella, uno dei sette sauditi in procinto di essere giustiziati in Arabia Saudita mediante fucilazione e crocifissione per rapina a mano armata ha chiesto aiuto per fermare le esecuzioni. Rinchiuso nel carcere di Abha, Nasser al-Qahtani ha detto all'Associated Press di essere stato riconosciuto come uno dei 23 membri di una banda dedita a rapine di gioiellerie. Ha denunciato di essere stato costretto a confessare mediante torture e di non avere avuto accesso a un avvocato.
I sette sarebbero stati minorenni all’epoca delle rapine. Sono stati condannati a morte nel 2009, ha riportato il quotidiano saudita Okaz. Il principale imputato, Sarhan al-Mashayeh, sarà crocifisso.
L'Arabia Saudita segue un'interpretazione rigida della legge islamica in base alla quale le persone riconosciute colpevoli di omicidio, stupro o rapina a mano armata possono essere giustiziate, di solito mediante decapitazione.
— FONTI
  • (Fonti: Associated Press, 2013/04/03)