ARABIA SAUDITA: RICHIESTE DI AIUTO DAL BRACCIO DELLA MORTE
parlando con un cellulare che tiene nascosto nella sua cella, uno dei sette sauditi in procinto di essere
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parlando con un cellulare che tiene nascosto nella sua cella, uno dei sette sauditi in procinto di essere giustiziati in Arabia Saudita mediante fucilazione e crocifissione per rapina a mano armata ha chiesto aiuto per fermare le esecuzioni.
Rinchiuso nel carcere di Abha, Nasser al-Qahtani ha detto all'Associated Press di essere stato riconosciuto come uno dei 23 membri di una banda dedita a rapine di gioiellerie.
Ha denunciato di essere stato costretto a confessare mediante torture e di non avere avuto accesso a un avvocato.
I sette sarebbero stati minorenni all’epoca delle rapine. Sono stati condannati a morte nel 2009, ha riportato il quotidiano saudita Okaz. Il principale imputato, Sarhan al-Mashayeh, sarà crocifisso.
L'Arabia Saudita segue un'interpretazione rigida della legge islamica in base alla quale le persone riconosciute colpevoli di omicidio, stupro o rapina a mano armata possono essere giustiziate, di solito mediante decapitazione.
I sette sarebbero stati minorenni all’epoca delle rapine. Sono stati condannati a morte nel 2009, ha riportato il quotidiano saudita Okaz. Il principale imputato, Sarhan al-Mashayeh, sarà crocifisso.
L'Arabia Saudita segue un'interpretazione rigida della legge islamica in base alla quale le persone riconosciute colpevoli di omicidio, stupro o rapina a mano armata possono essere giustiziate, di solito mediante decapitazione.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press, 2013/04/03)
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