ARABIA SAUDITA: 3 MILITANTI CONDANNATI A MORTE, 26 A PENE DETENTIVE PER TERRORISMO
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tra il 18 e il 19 agosto 2014, la Corte penale speciale di Riad ha condannato a morte tre uomini e altri 26 a varie pene detentive per accuse di terrorismo, ha riferito l’agenzia di stampa saudita SPA.
Gli uomini facevano parte di una cellula di 50 membri accusati di vari reati, tra cui il rapimento e l’omicidio nel 2004 di un cittadino americano, attentati contro alti funzionari governativi e contrabbando di armi pesanti dall’Iraq.
Il 19 agosto, la corte ha comminato la pena capitale a due degli imputati, tra cui il leader della cellula terroristica, mentre un altro imputato è stato condannato a morte il 18 agosto.
Il tribunale specializzato in casi di terrorismo ha anche imposto pene detentive da 2 a 25 anni a 14 sauditi e uno yemenita nella sentenza del 19 agosto, mentre nel verdetto emesso il giorno prima il tribunale ha condannato 13 co-imputati, tra cui due siriani, da 4 a 30 anni di carcere.
Travestiti da agenti di sicurezza, i militanti avevano fermato Paul Marshall Johnson, un americano di 49 anni che aveva lavorato nel Regno per più di un decennio, a un finto checkpoint, lo hanno narcotizzato e rapito, poi lo hanno picchiato a morte prima di decapitarlo.
I condannati sarebbero inoltre coinvolti in un attacco al quartier generale della polizia a Riad e nella pianificazione di attentati contro le ambasciate degli Stati Uniti e del Regno Unito nella capitale saudita. Sono stati anche condannati per contrabbando di armi pesanti dall’Iraq, attacchi armati contro la polizia, appartenenza ad Al-Qaeda e atti ostili al Governo saudita.
Gli uomini facevano parte di una cellula di 50 membri accusati di vari reati, tra cui il rapimento e l’omicidio nel 2004 di un cittadino americano, attentati contro alti funzionari governativi e contrabbando di armi pesanti dall’Iraq.
Il 19 agosto, la corte ha comminato la pena capitale a due degli imputati, tra cui il leader della cellula terroristica, mentre un altro imputato è stato condannato a morte il 18 agosto.
Il tribunale specializzato in casi di terrorismo ha anche imposto pene detentive da 2 a 25 anni a 14 sauditi e uno yemenita nella sentenza del 19 agosto, mentre nel verdetto emesso il giorno prima il tribunale ha condannato 13 co-imputati, tra cui due siriani, da 4 a 30 anni di carcere.
Travestiti da agenti di sicurezza, i militanti avevano fermato Paul Marshall Johnson, un americano di 49 anni che aveva lavorato nel Regno per più di un decennio, a un finto checkpoint, lo hanno narcotizzato e rapito, poi lo hanno picchiato a morte prima di decapitarlo.
I condannati sarebbero inoltre coinvolti in un attacco al quartier generale della polizia a Riad e nella pianificazione di attentati contro le ambasciate degli Stati Uniti e del Regno Unito nella capitale saudita. Sono stati anche condannati per contrabbando di armi pesanti dall’Iraq, attacchi armati contro la polizia, appartenenza ad Al-Qaeda e atti ostili al Governo saudita.
— FONTI
- (Fonti: SG/SPA, 19/08/2014)
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