ARABIA SAUDITA: 10 ANNI DI PRIGIONE E MILLE FRUSTATE PER IL BLOGGER LIBERALE
il tribunale di Gedda, in Arabia Saudita, ha condannato Raif Badawi, blogger e attivista, a 10 anni di
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il tribunale di Gedda, in Arabia Saudita, ha condannato Raif Badawi, blogger e attivista, a 10 anni di prigione, mille frustate e una multa di 1 milione di riyal (193 mila euro). Il reato è quello di aver creato un blog "liberale" e di aver "insultato l'Islam".
Badawi era stato arrestato lo scorso giugno e condannato a sette anni e mezzo di prigione e 600 frustate, ma la corte d'appello aveva annullato la sentenza e ordinato un nuovo processo. Inoltre lo stesso tribunale, lo scorso 15 aprile, aveva ordinato la chiusura definitiva del sito.
Nel 2012 Raif aveva fondato il blog insieme a un'altra attivista, Suad Al-Shammari, ed insieme avevano chiesto di porre fine al dominio della religione sulla vita pubblica del regno.
"Il sito web della rete aveva criticato alcuni esponenti religiosi, la Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (polizia religiosa), e alcune delle fatwa considerate dannose per l'Islam" afferma Shammari, aggiungendo: "le autorità religiose hanno intentato una causa contro di lui. Il governo cerca di placarli, il tutto a nostre spese".
Amnesty International ha definito la sentenza "scandalosa". Phillip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord, afferma: "Egli [Badawi] è un prigioniero di coscienza, che è colpevole solamente di avere avuto il coraggio di creare un forum pubblico di discussione, e di esercitare pacificamente il diritto alla libertà di espressione. Raif Badawi è l'ultima vittima della campagna spietata per mettere a tacere gli attivisti pacifici in Arabia Saudita".
L’anno scorso le autorità saudite hanno lasciato cadere nei confronti di Raif l’accusa di apostasia che era stata inizialmente formulata e che poteva portare alla condanna capitale.
Badawi era stato arrestato lo scorso giugno e condannato a sette anni e mezzo di prigione e 600 frustate, ma la corte d'appello aveva annullato la sentenza e ordinato un nuovo processo. Inoltre lo stesso tribunale, lo scorso 15 aprile, aveva ordinato la chiusura definitiva del sito.
Nel 2012 Raif aveva fondato il blog insieme a un'altra attivista, Suad Al-Shammari, ed insieme avevano chiesto di porre fine al dominio della religione sulla vita pubblica del regno.
"Il sito web della rete aveva criticato alcuni esponenti religiosi, la Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio (polizia religiosa), e alcune delle fatwa considerate dannose per l'Islam" afferma Shammari, aggiungendo: "le autorità religiose hanno intentato una causa contro di lui. Il governo cerca di placarli, il tutto a nostre spese".
Amnesty International ha definito la sentenza "scandalosa". Phillip Luther, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord, afferma: "Egli [Badawi] è un prigioniero di coscienza, che è colpevole solamente di avere avuto il coraggio di creare un forum pubblico di discussione, e di esercitare pacificamente il diritto alla libertà di espressione. Raif Badawi è l'ultima vittima della campagna spietata per mettere a tacere gli attivisti pacifici in Arabia Saudita".
L’anno scorso le autorità saudite hanno lasciato cadere nei confronti di Raif l’accusa di apostasia che era stata inizialmente formulata e che poteva portare alla condanna capitale.
— FONTI
- (Fonti: BBC, AsiaNews, 07/05/2014)
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