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Amnesty International ha rivolto un appello ai paesi caraibici di lingua inglese, per l'abolizione della pena di morte

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Amnesty International ha rivolto un appello ai paesi caraibici di lingua inglese, per l'abolizione della pena di morte. Le ex-colonie britanniche stanno aumentando il numero delle esecuzioni per tentare di piegare l'aumento del crimine.
Molti paesi nella regione caraibica vedono un aumento del tasso di omicidi, spesso correlati a guerre tra le organizzazioni criminali che commerciano droga.Helen Prejean, la suora americana che si batte contro la pena di morte, autrice del famoso "Dead Man Walking", ha affermato: "Possiamo comprendere la rabbia dei cittadini dei Caraibi di fonte agli orribili omicidi cui assistono ogni giorno, e condividiamo la loro speranza che la violenza possa cessare."
Parlando a nome di Amnesty Int., ha aggiunto: "Comunque, la pena di morte non � una risposta all'aumento dei crimini n� una soluzione per pacificare la societ�".La controversia si � recentemente riacuita a partire dal 1999, quando Trinidad e Tobago ha giustiziato, in quattro giorni, il presunto signore della droga Dole Chadee e otto suoi complici.
Altre isole dell'area che applicano la pena di morte sono le Bahamas, St Kitts and Nevis, St Vincent e le Grenadine.
Tutti i governi di questi paesi appaiono piuttosto disponibili a rinunciare al loro rapporto con il Privy Council britannico [Consiglio privato della Regina], che svolge le funzioni di Corte suprema d'appello, proprio a causa delle sue recenti decisioni contro la pena di morte. La Gran Bretagna, che ha formalmente abolito la pena di morte dal 1965, ha anche rivolto pressioni ai governi locali affinch� abbandonino la pena di morte.
AI ha scritto nel suo rapporto, " ironicamente, il Regno Unito, l'ex-potenza coloniale che ha introdotto l'impiccagione nella regione, viene oggi considerata 'neo-colonialista' per i suoi tentativi d'incoraggiare l'abolizione della pena di morte."
FONTI
  • (Fonti: Independent, 25/04/2002)