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IRAQ

Amnesty International ha reso noto che almeno tre donne erano state impiccate dagli inizi di giugno

Amnesty International ha reso noto che almeno tre donne erano state impiccate dagli inizi di giugno, mentre almeno altre nove erano a rischio di esecuzione imminente dopo la ratifica delle condanne da parte del Consiglio Presidenziale iracheno.

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Amnesty International ha reso noto che almeno tre donne erano state impiccate dagli inizi di giugno, mentre almeno altre nove erano a rischio di esecuzione imminente dopo la ratifica delle condanne da parte del Consiglio Presidenziale iracheno. Infatti, le autorità le avevano trasferite nella Quinta Sezione del carcere di al-Kadhimiya a Baghdad, che è il luogo dove i condannati a morte sono detenuti prima di essere giustiziati. Una delle donne impiccate, Qassima Hamid, di Baghdad, era stata condannata a morte intorno alla metà del 2006 per omicidio e sequestro di persona. Una di quelle in attesa di esecuzione, Samar Sa’ad ‘Abdullah, era stata condannata nell’agosto del 2005 per gli omicidi dello zio, sua moglie e uno dei loro bambini. Lei aveva accusato il suo fidanzato di aver commesso i delitti a scopo di rapina, ma la sentenza è stata confermata dalla Corte di Cassazione nel febbraio del 2007. Al processo, la ragazza ha denunciato di essere stata tenuta in una stazione di polizia ad Hay al-Khadhra a Baghdad dove per farla confessare sarebbe stata picchiata e torturata con percosse sotto le piante dei piedi e scosse elettriche. Il giudice non l’ha creduta e dopo due udienze l’ha condannata a morte. Tra le altre donne trasferite nella Quinta Sezione di al-Kadhimiya c’erano Shuruq Hassun, Sabrine Nasser, Samira ‘Abdullah, Um Hussain ("Madre di Hussain" – sconosciuto il vero nome), Hanan (sconosciuto il nome completo), Dhikra Fakhry e Wassan Talib. Un’altra donna, Lamya ‘Adnan, sarebbe morta nel frattempo per un infarto.
FONTI
  • (Fonti: Amnesty.org.uk, 21/07/2009)