Amnesty contro la raccomandazione di giustiziare i minorenni
Alla vigilia della Conferenza nazionale sulle Riforme Politiche, che si aprirà la prossima settimana, Amnesty International condanna la raccomandazione espressa al termine dei lavori preparatori da parte della Commissione per le riforme giudiziarie e
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alla vigilia della Conferenza nazionale sulle Riforme Politiche, che si aprirà la prossima settimana, Amnesty International condanna la raccomandazione espressa al termine dei lavori preparatori da parte della Commissione per le riforme giudiziarie e legali. La Commissione ha infatti chiesto di giustiziare anche i minorenni, quando questi fossero condannati per reati particolarmente gravi. La dichiarazione di Amnesty è stata supportata da altri gruppi per i diritti umani: la Nigerian Coalition on Death Penalty Abolition (NCDPA), lo Human Rights Law Service (HURILAWS), e il Legal Resources Consortium.
Amnesty ha fatto notare che la raccomandazione numero 7 contenuta nel capitolo 10 del rapporto finale del Committee on Judicial and Legal Reform (“Pene capitali e severe pene corporali dovrebbero essere riservate solo a quelle persone giovani riconosciute colpevoli di reati particolarmente gravi, come le rapine e l’occultismo”) è in contrasto con gli accordi internazionali sottoscritti dalla Nigeria. Più precisamente con l’articolo 37 (a) della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, e con l’articolo 6 (5) del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, e con l’articolo 5 (3) della Carta Africana dei Diritti del Fanciullo del 1992.
Sotto tutti questi accordi, i tribunali non dovrebbero mai condannare a morte persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato.
Amnesty ha fatto notare che la raccomandazione numero 7 contenuta nel capitolo 10 del rapporto finale del Committee on Judicial and Legal Reform (“Pene capitali e severe pene corporali dovrebbero essere riservate solo a quelle persone giovani riconosciute colpevoli di reati particolarmente gravi, come le rapine e l’occultismo”) è in contrasto con gli accordi internazionali sottoscritti dalla Nigeria. Più precisamente con l’articolo 37 (a) della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, e con l’articolo 6 (5) del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, e con l’articolo 5 (3) della Carta Africana dei Diritti del Fanciullo del 1992.
Sotto tutti questi accordi, i tribunali non dovrebbero mai condannare a morte persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato.
— FONTI
- (Fonti: AI Index: AFR 44/015/2005)
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