Amina Lawal, una donna nigeriana di 30 anni condannata...
Amina Lawal, una donna nigeriana di 30 anni condannata a morte per adulterio mediante lapidazione, ha presentato appello contro la sentenza
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Amina Lawal, una donna nigeriana di 30 anni condannata a morte per adulterio mediante lapidazione, ha presentato appello contro la sentenza.
Gli avvocati della donna, su incarico di associazioni per i diritti delle donne, hanno presentato un primo appello su basi tecniche alla Corte islamica di Funtua, nello Stato di Katsina, lo ha reso noto la stessa Lawal.
Saudatu Shehu Mahdi, leader del WRAPA (Alternativa per la protezione e l'avanzamento dei diritti delle donne), l'associazione che sostiene i costi della difesa di Lawal, ha confermato il deposito dell'appello.
"Questo è solo un primo passo procedurale, depositato giovedì scorso. La data dell'appello non è stata ancora fissata".
Lawal, madre di tre bambini, è la seconda donna condannata a morte per adulterio dacché, nel corso degli ultimi due anni, 12 Stati del nord hanno adottato la legge islamica.
La donna, sposata due volte dopo il primo matrimonio all'età di 14 anni, è la più giovane dei tredici figli di un agricoltore. Aveva divorziato l'ultima volta nel giugno 2000.
Dopo questo secondo divorzio, aveva iniziato, nel dicembre 2000, una relazione con un altro uomo, durata sino al novembre dell'anno successivo, durante la quale aveva dato alla luce una bambina, Wasila. Secondo la più stretta legge islamica in questi 12 stati, una donna divorziata che abbia in seguito relazioni sessuali con un altro uomo è colpevole di adulterio anche se l'uomo non è sposato.
Gli avvocati della donna, su incarico di associazioni per i diritti delle donne, hanno presentato un primo appello su basi tecniche alla Corte islamica di Funtua, nello Stato di Katsina, lo ha reso noto la stessa Lawal.
Saudatu Shehu Mahdi, leader del WRAPA (Alternativa per la protezione e l'avanzamento dei diritti delle donne), l'associazione che sostiene i costi della difesa di Lawal, ha confermato il deposito dell'appello.
"Questo è solo un primo passo procedurale, depositato giovedì scorso. La data dell'appello non è stata ancora fissata".
Lawal, madre di tre bambini, è la seconda donna condannata a morte per adulterio dacché, nel corso degli ultimi due anni, 12 Stati del nord hanno adottato la legge islamica.
La donna, sposata due volte dopo il primo matrimonio all'età di 14 anni, è la più giovane dei tredici figli di un agricoltore. Aveva divorziato l'ultima volta nel giugno 2000.
Dopo questo secondo divorzio, aveva iniziato, nel dicembre 2000, una relazione con un altro uomo, durata sino al novembre dell'anno successivo, durante la quale aveva dato alla luce una bambina, Wasila. Secondo la più stretta legge islamica in questi 12 stati, una donna divorziata che abbia in seguito relazioni sessuali con un altro uomo è colpevole di adulterio anche se l'uomo non è sposato.
— FONTI
- (Fonti: AFP, This Day, Africa News Service, 05/04/2002)
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