Algeria: camera bassa approva pena di morte per gli incendi dolosi nelle foreste


La Camera bassa algerina il 1° ottobre 2026 ha approvato una legge che prevede la pena di morte per i responsabili di incendio doloso, a seguito dei devastanti incendi che hanno colpito le foreste del Paese.
I membri dell'Assemblea Nazionale del Popolo (APN) hanno votato per emendare il codice penale nazionale, consentendo la pena di morte per "chiunque tenti di minare la sicurezza e l'ordine pubblico, l'unità nazionale o la stabilità economica e ambientale", secondo quanto riportato dai media algerini.
Il presidente Abdelmadjid Tebboune aveva chiesto l'emendamento a settembre, dopo che almeno 12 persone erano morte a causa degli incendi nel nord-est dell'Algeria.
Il Paese nordafricano ha mantenuto una moratoria sulla pena capitale dal 1993, anno in cui è stata praticata l’ultima esecuzione.
Le organizzazioni per i diritti umani a settembre avevano esortato il Parlamento a non approvare la legge, accusando il governo di utilizzare il codice penale come pretesto per usare la pena capitale contro i gruppi di opposizione politica.
Amnesty International ha definito la decisione "una risposta profondamente regressiva", aggiungendo che le autorità dovrebbero invece "concentrarsi sulla protezione delle vite umane, sul rafforzamento della prevenzione e della risposta alle emergenze" di fronte ai ricorrenti incendi boschivi.
Una coalizione di altri gruppi per i diritti umani ha firmato una lettera chiedendo alle autorità di interrompere qualsiasi modifica al codice penale e ha suggerito che la pena di morte "non ha mai dissuaso gli incendiari dal commettere i loro crimini", concordando sul fatto che i responsabili debbano essere chiamati a rispondere delle proprie azioni e risarcire i danni e le perdite di vite umane.
Durante i devastanti incendi boschivi del 2021, l'Algeria ha arrestato almeno 30 persone, tra cui sette membri del Movimento per l'Autodeterminazione della Cabilia (MAK), che le autorità hanno dichiarato "organizzazione terroristica".
Il Ministro della Giustizia Lotfi Boudjemaa ha difeso la recente modifica affermando: "L'adozione della pena di morte per questi atti è la risposta legale appropriata per arginare questi crimini".
Nonostante la moratoria, condanne a morte sono state emesse in passato, anche in casi "legati al terrorismo". Tebboune ha dichiarato che le condanne a morte saranno eseguite una volta esauriti tutti i ricorsi.
La legge sarà ora esaminata dalla Camera alta, il Consiglio della Nazione, prima di essere ufficialmente ratificata dal presidente Tebboune.
- (Fonte: Al Jazeera, 01/10/2026)
