“Al tempo di Saddam ed in qualunque tempo, la pena di morte non è opportuna.
“Al tempo di Saddam ed in qualunque tempo, la pena di morte non è opportuna. Non c’è giustizia e alle volte vengono giustiziate persone innocenti senza una ragione valida,” ha detto un residente di Baghdad, Omar Abdul Aziz, all’IPS.
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“Al tempo di Saddam ed in qualunque tempo, la pena di morte non è opportuna. Non c’è giustizia e alle volte vengono giustiziate persone innocenti senza una ragione valida,” ha detto un residente di Baghdad, Omar Abdul Aziz, all’IPS.
Altri sono favorevoli alla pena di morte ma la questione è su come dovrebbe essere applicata, specialmente nei confronti dei ribelli.
“Il governo iracheno chiama gli iracheni che si oppongono all’occupazione ‘ribelli’, e questo è il problema perché non si tratta di ribelli ma di combattenti per la libertà. Dovremmo dar loro un premio, non giustiziarli,” ha detto Zuhair Hasan, 38 anni, veterano della guerra contro l’Iran degli anni ’80.
Il maestro di Baghdad, Ahmed Ali, si è dichiarato inequivocabilmente contro la pena capitale. “Ho vissuto in Iraq tutta la mia vita non abbiamo visto alcun governo portare giustizia in Iraq; specialmente il governo di Saddam e questo governo sotto l’occupazione. Per questo io dico non usate la pena di morte perché troppi iracheni uccisi erano innocenti.”
Inoltre, le persone che hanno sperimentato la guerra con l’Iran hanno ancora più paura della pena di morte.
“Ero un soldato iracheno durante la guerra Iraq-Iran, ero giovano ed ero spaventato dal suono delle bombe,” ha detto il veterano Hasan. “Pensavo sempre a fuggire dall’esercito specialmente quando era al fronte, ma non potevo per rischiavo la pena di morte. Esistevano delle Forze Speciali al fronte, il cui compito era di giustiziare chiunque tentasse la fuga davanti al nemico.”
Ma, ha aggiunto, “le persone che si uniscono alla resistenza (attuale) vogliono morire, e non hanno paura dunque della pena capitale.”
Altri sono favorevoli alla pena di morte ma la questione è su come dovrebbe essere applicata, specialmente nei confronti dei ribelli.
“Il governo iracheno chiama gli iracheni che si oppongono all’occupazione ‘ribelli’, e questo è il problema perché non si tratta di ribelli ma di combattenti per la libertà. Dovremmo dar loro un premio, non giustiziarli,” ha detto Zuhair Hasan, 38 anni, veterano della guerra contro l’Iran degli anni ’80.
Il maestro di Baghdad, Ahmed Ali, si è dichiarato inequivocabilmente contro la pena capitale. “Ho vissuto in Iraq tutta la mia vita non abbiamo visto alcun governo portare giustizia in Iraq; specialmente il governo di Saddam e questo governo sotto l’occupazione. Per questo io dico non usate la pena di morte perché troppi iracheni uccisi erano innocenti.”
Inoltre, le persone che hanno sperimentato la guerra con l’Iran hanno ancora più paura della pena di morte.
“Ero un soldato iracheno durante la guerra Iraq-Iran, ero giovano ed ero spaventato dal suono delle bombe,” ha detto il veterano Hasan. “Pensavo sempre a fuggire dall’esercito specialmente quando era al fronte, ma non potevo per rischiavo la pena di morte. Esistevano delle Forze Speciali al fronte, il cui compito era di giustiziare chiunque tentasse la fuga davanti al nemico.”
Ma, ha aggiunto, “le persone che si uniscono alla resistenza (attuale) vogliono morire, e non hanno paura dunque della pena capitale.”
— FONTI
- (Fonti: English IPS News Via Thomson Dialog NewsEdge)
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