ZAMBIA: CONDANNATA ALL’IMPICCAGIONE PER L’OMICIDIO DELLA FIGLIA
una ragazza 24enne di Kabwe, in Zambia, è stata condannata all’impiccagione per aver ucciso
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una ragazza 24enne di Kabwe, in Zambia, è stata condannata all’impiccagione per aver ucciso la propria bambina gettandola in un pozzo d'acqua, il 13 aprile 2012.
Il giudice dell’Alta Corte di Kabwe, Elita Mwikisa, ha condannato a morte Njovu Agness ritenendola responsabile della morte di Angelina Mumba, di un anno e mezzo, dicendo che l’imputata non aveva il diritto di togliere la vita della propria figlia.
Joseph Mwansa, l’agente che arrestò la giovane, ha testimoniato di essersi attivato dopo aver appreso che anche la ragazza aveva tentato di uccidersi gettandosi nel pozzo, profondo 24 metri, dopo essersi resa conto del crimine commesso.
La ragazza avrebbe in seguito detto all’agente di avere grossi problemi economici e di non essere più in grado di soddisfare i bisogni dei propri figli. Nella sua sentenza, il giudice Mwikisa ha definito come triste l’uccisione della bambina, ma ha sostenuto che - nonostante le difficoltà economiche ed il tentativo di suicidio - l’imputata debba pagare per il crimine commesso. "Purtroppo ho le mani legate dal momento che la grave accusa richiede la condanna all’impiccagione, senza possibili riduzioni”, ha detto il giudice. Dopo la sentenza, la donna è apparsa scioccata e agitata, prima di essere portata fuori dall’aula giudiziaria.
Joseph Mwansa, l’agente che arrestò la giovane, ha testimoniato di essersi attivato dopo aver appreso che anche la ragazza aveva tentato di uccidersi gettandosi nel pozzo, profondo 24 metri, dopo essersi resa conto del crimine commesso.
La ragazza avrebbe in seguito detto all’agente di avere grossi problemi economici e di non essere più in grado di soddisfare i bisogni dei propri figli. Nella sua sentenza, il giudice Mwikisa ha definito come triste l’uccisione della bambina, ma ha sostenuto che - nonostante le difficoltà economiche ed il tentativo di suicidio - l’imputata debba pagare per il crimine commesso. "Purtroppo ho le mani legate dal momento che la grave accusa richiede la condanna all’impiccagione, senza possibili riduzioni”, ha detto il giudice. Dopo la sentenza, la donna è apparsa scioccata e agitata, prima di essere portata fuori dall’aula giudiziaria.
— FONTI
- (Fonti: allafrica.com, 2013/02/03)
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