YEMEN: CONDANNATO A MORTE PER 'CONTATTI' CON ISRAELE
al termine di un processo iniziato lo scorso 10 gennaio, una corte d'appello dello Yemen ha confermato la condanna a morte inflitta ad un uomo per "contatti con un Paese nemico", per aver comunicato via internet con l'ex premier di Israele Ehud Olmert.
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al termine di un processo iniziato lo scorso 10 gennaio, una corte d'appello dello Yemen ha confermato la condanna a morte inflitta ad un uomo per "contatti con un Paese nemico", per aver comunicato via internet con l'ex premier di Israele Ehud Olmert.
Secondo l'accusa, Bassam al-Haidari, detto Abu Ghait, condannato a morte in primo grado nel marzo 2009, "ha preso l'iniziativa di inviare una email al primo ministro dell'entità sionista in cui ha scritto: 'Noi siamo l'Organizzazione della Jihad islamica, voi siete ebrei. Ma voi siete onesti e noi siamo disposti a tutto'". Nella risposta ricevuta da Olmert, dice l'atto di accusa, era scritto: "Siamo pronti a sostenervi".
I contatti risalirebbero al periodo compreso tra maggio e settembre 2008. Il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh parlò del caso nell’ottobre 2008, affermando che era stata smantellata una "cellula terroristica" legata, secondo lui, ai servizi segreti israeliani.
Israele ha sempre definito le accuse "assolutamente ridicole".
La corte d'appello ha inoltre confermato la pena di tre anni di carcere al primo dei due "complici" di Abu Ghait, Abdalla al-Mahfal, e ridotto da cinque a tre anni quella del secondo, Imad al-Rimi.
Secondo l'accusa, Bassam al-Haidari, detto Abu Ghait, condannato a morte in primo grado nel marzo 2009, "ha preso l'iniziativa di inviare una email al primo ministro dell'entità sionista in cui ha scritto: 'Noi siamo l'Organizzazione della Jihad islamica, voi siete ebrei. Ma voi siete onesti e noi siamo disposti a tutto'". Nella risposta ricevuta da Olmert, dice l'atto di accusa, era scritto: "Siamo pronti a sostenervi".
I contatti risalirebbero al periodo compreso tra maggio e settembre 2008. Il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh parlò del caso nell’ottobre 2008, affermando che era stata smantellata una "cellula terroristica" legata, secondo lui, ai servizi segreti israeliani.
Israele ha sempre definito le accuse "assolutamente ridicole".
La corte d'appello ha inoltre confermato la pena di tre anni di carcere al primo dei due "complici" di Abu Ghait, Abdalla al-Mahfal, e ridotto da cinque a tre anni quella del secondo, Imad al-Rimi.
— FONTI
- (Fonti: ANSA-AFP, 03/04/2010)
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