Yelena Timchenko, una donna di cittadinanza russa,...
Yelena Timchenko, una donna di cittadinanza russa, è stata condannata a morte nella provincia cinese dello Yongan per traffico di droga, ha rivelato una notizia data dal Ministero degli Esteri russo
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Yelena Timchenko, una donna di cittadinanza russa, è stata condannata a morte nella provincia cinese dello Yongan per traffico di droga, ha rivelato una notizia data dal Ministero degli Esteri russo. La donna, 24 anni, era stata arrestata dalle autorità cinesi in possesso di 955 gr di eroina.
"L'inchiesta è durata piuttosto a lungo, sebbene la Timchenko fosse stata accusata di essere una trafficante di droga e non l'organizzatrice di un giro di affari criminali. La donna ha rifiutato di cooperare con gli investigatori e il tribunale, che l'ha processata per diversi mesi a cominciare da aprile, l'ha condannata a morte con due anni di sospensione", si legge nel documento.
Un funzionario dell'ambasciata russa in Cina ha detto all'Itar-Tass che la donna si trova in prigione, dov'è stata operata per una malattia acuta. Il diplomatico ha detto che "la ragazza non verrà uccisa a tutti costi: secondo la legge cinese, tutto dipende dal comportamento che terrà in carcere".
Tuttavia, le leggi cinese sui reati legati alla droga sono drastiche e le consultazioni con la Cina riguardo all'alleggerire le pene non hanno finora prodotto alcun risultato.
Dalle informazioni disponibili risulta che altre tre donne russe accusate di traffico di droga sono detenute nelle carceri dello Yongan in attesa di condanna.
I verdetti sui loro casi dovrebbero essere emessi nei prossimi due mesi. La Russia e la Cina non hanno accordi di estradizione.
"L'inchiesta è durata piuttosto a lungo, sebbene la Timchenko fosse stata accusata di essere una trafficante di droga e non l'organizzatrice di un giro di affari criminali. La donna ha rifiutato di cooperare con gli investigatori e il tribunale, che l'ha processata per diversi mesi a cominciare da aprile, l'ha condannata a morte con due anni di sospensione", si legge nel documento.
Un funzionario dell'ambasciata russa in Cina ha detto all'Itar-Tass che la donna si trova in prigione, dov'è stata operata per una malattia acuta. Il diplomatico ha detto che "la ragazza non verrà uccisa a tutti costi: secondo la legge cinese, tutto dipende dal comportamento che terrà in carcere".
Tuttavia, le leggi cinese sui reati legati alla droga sono drastiche e le consultazioni con la Cina riguardo all'alleggerire le pene non hanno finora prodotto alcun risultato.
Dalle informazioni disponibili risulta che altre tre donne russe accusate di traffico di droga sono detenute nelle carceri dello Yongan in attesa di condanna.
I verdetti sui loro casi dovrebbero essere emessi nei prossimi due mesi. La Russia e la Cina non hanno accordi di estradizione.
— FONTI
- (Fonti: Interfax News Agency, Itar-Tass World Service, 25/09/2002)
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