UZBEKISTAN. PRESIDENTE CONTRARIO ALLA PENA CAPITALE
"In tutta sincerità, la mia personale opinione è che non dobbiamo più emettere condanne a morte", ha detto il presidente uzbeko Islam Karimov
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"In tutta sincerità, la mia personale opinione è che non dobbiamo più emettere condanne a morte", ha detto il presidente uzbeko Islam Karimov, aggiungendo che anche le esecuzioni dovrebbero essere fermate. Ha reso queste dichiarazioni nel corso di un incontro con la stampa, senza però parlare di scadenze temporali.
"Ma fino a che punto – ha continuato il Presidente - l’abolizione della pena di morte è oggi possibile? Non si tratta solo della mia disponibilità, ma anche dell’opinione pubblica".
Karimov si riferisce ai sondaggi di opinione secondo cui il 90% dei cittadini uzbeki è favorevole alla pena capitale.
Nel solo 2004 i tribunali uzbeki hanno emesso tra le 50 e le 60 condanne a morte, ha reso noto il Presidente, che nel settembre 2001 aveva pubblicamente dichiarato che circa 100 persone vengono giustiziate ogni anno. Non sono disponibili dati ufficiali su sentenze ed esecuzioni in Uzbekistan, tuttavia Amnesty International è venuta a conoscenza di almeno 22 condanne a morte e 11 esecuzioni nel 2002. Nel 2003 le esecuzioni sono state almeno 12, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto.
Gli avversari di Karimov sostengono che il sistema giudiziario del Paese sia carente, e che spesso si verifichino errori giudiziari. Sia l’Onu che associazioni in difesa dei diritti umani affermano che la tortura è largamente praticata nelle prigioni del Paese, spesso per ottenere confessioni. Non c’è libertà di stampa, migliaia di dissidenti sono stati imprigionati e all’opposizione sarà impedita la partecipazione alle elezioni parlamentari di questo mese.
"Ma fino a che punto – ha continuato il Presidente - l’abolizione della pena di morte è oggi possibile? Non si tratta solo della mia disponibilità, ma anche dell’opinione pubblica".
Karimov si riferisce ai sondaggi di opinione secondo cui il 90% dei cittadini uzbeki è favorevole alla pena capitale.
Nel solo 2004 i tribunali uzbeki hanno emesso tra le 50 e le 60 condanne a morte, ha reso noto il Presidente, che nel settembre 2001 aveva pubblicamente dichiarato che circa 100 persone vengono giustiziate ogni anno. Non sono disponibili dati ufficiali su sentenze ed esecuzioni in Uzbekistan, tuttavia Amnesty International è venuta a conoscenza di almeno 22 condanne a morte e 11 esecuzioni nel 2002. Nel 2003 le esecuzioni sono state almeno 12, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto.
Gli avversari di Karimov sostengono che il sistema giudiziario del Paese sia carente, e che spesso si verifichino errori giudiziari. Sia l’Onu che associazioni in difesa dei diritti umani affermano che la tortura è largamente praticata nelle prigioni del Paese, spesso per ottenere confessioni. Non c’è libertà di stampa, migliaia di dissidenti sono stati imprigionati e all’opposizione sarà impedita la partecipazione alle elezioni parlamentari di questo mese.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 02/12/2004)
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