UZBEKISTAN.
la televisione uzbeka ha trasmesso il 14 novembre, un programma speciale sul giorno conclusivo del processo a 15 uomini accusati di aver organizzato una rivolta nella città orientale di Andijon all’inizio dell’anno.
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la televisione uzbeka ha trasmesso il 14 novembre, un programma speciale sul giorno conclusivo del processo a 15 uomini accusati di aver organizzato una rivolta nella città orientale di Andijon all’inizio dell’anno. Prima che i verdetti e le sentenze fossero annunciati, sono stati mostrati tre degli imputati che chiedevano perdono ai parenti delle vittime dei disordini di Andijon avvenuti in maggio.
Pentendosi, uno dei tre, Farhod Hamidov, ha detto, tra le altre cose: "Abbiamo commesso omicidi, molto gravi, per i quali nessuno di noi ha il diritto di vivere. Ci meritiamo tutti la pena di morte."
"I cittadini uzbeki sono misericordiosi e tolleranti. Vi ringrazio, fratelli [per avermi risparmiato la pena di morte], anche se non ho alcun diritto di vivere perchè so di aver commesso un errore. Io chiedo di nuovo di dimenticarmi.
"I nostri leader garantiscono protezione ai nostri diritti umani stabiliti per legge," ha detto.
Un altro imputato, Tavakkalbek Hojiyev, ha rivolto un appello agli uzbeki che hanno ottenuto lo status di rifugiati all’estero dopo le violenze di Andijon perché facciano ritorno a casa.
"In qualità di persona che ha guidato un campo di rifugiati [in Kyrgyzstan prima che gli uzbeki fossero aerotrasportati in un paese terzo], voglio chiedere a quelle persone di Andijon che hanno ottenuto la cittadinanza straniera – se mi stanno guardando in TV – di tornare. Le persone si scorderanno certamente di voi. Guardate me, sono tutto intero, essendo un uomo che attualmente si merita la pena di morte."
Pentendosi, uno dei tre, Farhod Hamidov, ha detto, tra le altre cose: "Abbiamo commesso omicidi, molto gravi, per i quali nessuno di noi ha il diritto di vivere. Ci meritiamo tutti la pena di morte."
"I cittadini uzbeki sono misericordiosi e tolleranti. Vi ringrazio, fratelli [per avermi risparmiato la pena di morte], anche se non ho alcun diritto di vivere perchè so di aver commesso un errore. Io chiedo di nuovo di dimenticarmi.
"I nostri leader garantiscono protezione ai nostri diritti umani stabiliti per legge," ha detto.
Un altro imputato, Tavakkalbek Hojiyev, ha rivolto un appello agli uzbeki che hanno ottenuto lo status di rifugiati all’estero dopo le violenze di Andijon perché facciano ritorno a casa.
"In qualità di persona che ha guidato un campo di rifugiati [in Kyrgyzstan prima che gli uzbeki fossero aerotrasportati in un paese terzo], voglio chiedere a quelle persone di Andijon che hanno ottenuto la cittadinanza straniera – se mi stanno guardando in TV – di tornare. Le persone si scorderanno certamente di voi. Guardate me, sono tutto intero, essendo un uomo che attualmente si merita la pena di morte."
— FONTI
- (Fonti: Uzbek Television first channel via BBC Monitoring Central Asia, 17/11/2005)
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