UTAH (USA): GOVERNATORE RATIFICA REINTRODUZIONE DELLA FUCILAZIONE
Il governatore Gary Herbert ha ratificato la legge HB11 per la reintroduzione della fucilazione come “secondo metodo di esecuzione”.
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Il governatore Gary Herbert ha ratificato la legge HB11 per la reintroduzione della fucilazione come “secondo metodo di esecuzione”. Herbert, bianco, repubblicano, ha affidato al suo portavoce Marty Carpenter questa dichiarazione: “Quelli che mi hanno chiesto di non firmare questa legge sono del tutto contrari alla pena di morte, ma non è questo l’argomento della legge odierna. Lo stato ha una legge, e se un tribunale condanna e un giudice firma un mandato di esecuzione, è nostro dovere, in quanto ramo esecutivo, far sì che una esecuzione possa essere compiuta”.
Il governatore la scorsa settimana aveva ricevuto una petizione con 6.200 firme perché non approvasse la legge. La petizione era stata coordinata da Ralph Dellapiana, dell’associazione Utahns for Alternatives to the Death Penalty. 500 firme venivano da cittadini dello Utah, le altre provenivano da altre parti del mondo.
Carpenter ha poi concluso: “34 stati usano la pena di morte. Tutti hanno l’iniezione letale come sistema primario. Alcuni stati hanno scelto anche un metodo secondario: 8 stati hanno scelto la sedia elettrica, 4 la camera a gas, 3 l’impiccagione, e 2 il plotone di esecuzione”.
Il ddl era passato alla Camera il 13 febbraio, e l’11 marzo al Senato. Il disegno di legge, presentato dal deputato repubblicano Paul Ray, prevede che l’amministrazione penitenziaria utilizzi preferibilmente l’iniezione letale, ma nel caso non riesca a reperire i farmaci letali, può utilizzare la fucilazione.
Fino al 2010 in Utah la fucilazione era in vigore come metodo alternativo, utilizzabile solo su richiesta del condannato. Quell’anno, dopo la fucilazione di Ronnie Lee Gardner, l’opzione fu abolita “a causa dell’eccessiva attenzione da parte dei media”. La nuova legge affida la scelta allo stato, non al condannato.
Il governatore la scorsa settimana aveva ricevuto una petizione con 6.200 firme perché non approvasse la legge. La petizione era stata coordinata da Ralph Dellapiana, dell’associazione Utahns for Alternatives to the Death Penalty. 500 firme venivano da cittadini dello Utah, le altre provenivano da altre parti del mondo.
Carpenter ha poi concluso: “34 stati usano la pena di morte. Tutti hanno l’iniezione letale come sistema primario. Alcuni stati hanno scelto anche un metodo secondario: 8 stati hanno scelto la sedia elettrica, 4 la camera a gas, 3 l’impiccagione, e 2 il plotone di esecuzione”.
Il ddl era passato alla Camera il 13 febbraio, e l’11 marzo al Senato. Il disegno di legge, presentato dal deputato repubblicano Paul Ray, prevede che l’amministrazione penitenziaria utilizzi preferibilmente l’iniezione letale, ma nel caso non riesca a reperire i farmaci letali, può utilizzare la fucilazione.
Fino al 2010 in Utah la fucilazione era in vigore come metodo alternativo, utilizzabile solo su richiesta del condannato. Quell’anno, dopo la fucilazione di Ronnie Lee Gardner, l’opzione fu abolita “a causa dell’eccessiva attenzione da parte dei media”. La nuova legge affida la scelta allo stato, non al condannato.
— FONTI
- (Fonti: Deseret News, 23/03/2015)
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