UTAH (USA): FUCILATO RONNIE LEE GARDNER
quattro proiettili dentro il cuore. Ronnie Lee Gardner, 49 anni, ha deciso di morire fucilato, crollando sotto i colpi di un plotone d'esecuzione nel carcere di Salt Lake City (Utah).
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quattro proiettili dentro il cuore. Ronnie Lee Gardner, 49 anni, ha deciso di morire fucilato, crollando sotto i colpi di un plotone d'esecuzione nel carcere di Salt Lake City (Utah).
Una modalità che sembra d'altri tempi e che il condannato aveva scelto il 23 aprile e confermato dopo che il governatore dello Utah ha respinto l'ultima richiesta di clemenza presentata dai suoi avvocati. «Il caso di Gardner è stato esaminato da numerosi tribunali in modo completo ed equo»: è stata la spiegazione del governatore Gary Herbert.
Pochi giorni prima un'altra istanza era stata respinta dal Board of Pardons and Parole (comitato che esamina le richieste di grazia) dello Utah. L'esecuzione è avvenuta a mezzanotte, venti minuti dopo il condannato è stato dichiarato morto.
Lo Utah ha abolito le esecuzioni per fucilazione nel 2004 ma coloro che erano già stati condannati in quella data hanno conservato il diritto di scegliere come lasciare questo mondo, se con il plotone o con l'iniezione letale. La fucilazione, ormai rarissima, segue un preciso rituale. Il condannato viene legato a una sedia. Cinque volontari, rappresentanti delle forze dell’ordine, si sistemano a otto metri da lui armati di fucili Winchester caricati con una cartuccia calibro 30: solo uno ha l’arma caricata a salve. Un obiettivo in tessuto bianco viene appuntato all’altezza del cuore del detenuto, un recipiente è posto ai suoi piedi per raccogliere il sangue. Dopo avere pronunciato le ultime parole, la testa viene coperta con un cappuccio e i boia fanno fuoco, senza sapere chi tra loro causerà la sua morte. Nel caso di Gardner sono stati tutti e quattro. I testimoni presenti non possono vedere il viso dei cecchini.
Gardner era stato condannato a morte nel 1985 per duplice omicidio. Pochi mesi prima aveva ucciso, durante un litigio, il barista Melvyn Otterstrom. Poi, al processo, tentando di scappare dal tribunale ha colpito a morte uno dei giudici, Michael Burdell. La famiglia di questi, contraria alla pena di morte, aveva appoggiato la richiesta di clemenza presentata dai legali (e respinta dalla Corte Suprema), ma la famiglia del barista si è opposta.
Da 14 anni non veniva eseguita una condanna mediante fucilazione negli Usa, e dal 1976, anno in cui è tornata in vigore la pena di morte, ne erano state eseguite due, sempre nello Utah. L'ultima, 14 anni fa, è stata quella di John Albert Taylor.
Una modalità che sembra d'altri tempi e che il condannato aveva scelto il 23 aprile e confermato dopo che il governatore dello Utah ha respinto l'ultima richiesta di clemenza presentata dai suoi avvocati. «Il caso di Gardner è stato esaminato da numerosi tribunali in modo completo ed equo»: è stata la spiegazione del governatore Gary Herbert.
Pochi giorni prima un'altra istanza era stata respinta dal Board of Pardons and Parole (comitato che esamina le richieste di grazia) dello Utah. L'esecuzione è avvenuta a mezzanotte, venti minuti dopo il condannato è stato dichiarato morto.
Lo Utah ha abolito le esecuzioni per fucilazione nel 2004 ma coloro che erano già stati condannati in quella data hanno conservato il diritto di scegliere come lasciare questo mondo, se con il plotone o con l'iniezione letale. La fucilazione, ormai rarissima, segue un preciso rituale. Il condannato viene legato a una sedia. Cinque volontari, rappresentanti delle forze dell’ordine, si sistemano a otto metri da lui armati di fucili Winchester caricati con una cartuccia calibro 30: solo uno ha l’arma caricata a salve. Un obiettivo in tessuto bianco viene appuntato all’altezza del cuore del detenuto, un recipiente è posto ai suoi piedi per raccogliere il sangue. Dopo avere pronunciato le ultime parole, la testa viene coperta con un cappuccio e i boia fanno fuoco, senza sapere chi tra loro causerà la sua morte. Nel caso di Gardner sono stati tutti e quattro. I testimoni presenti non possono vedere il viso dei cecchini.
Gardner era stato condannato a morte nel 1985 per duplice omicidio. Pochi mesi prima aveva ucciso, durante un litigio, il barista Melvyn Otterstrom. Poi, al processo, tentando di scappare dal tribunale ha colpito a morte uno dei giudici, Michael Burdell. La famiglia di questi, contraria alla pena di morte, aveva appoggiato la richiesta di clemenza presentata dai legali (e respinta dalla Corte Suprema), ma la famiglia del barista si è opposta.
Da 14 anni non veniva eseguita una condanna mediante fucilazione negli Usa, e dal 1976, anno in cui è tornata in vigore la pena di morte, ne erano state eseguite due, sempre nello Utah. L'ultima, 14 anni fa, è stata quella di John Albert Taylor.
— FONTI
- (Fonti: corriere.it, 18/06/2010)
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