Nessuno tocchi Caino
Utah

USA - Utah. La Commissione Giustizia della Camera ha approvato un disegno di legge che restringe le possibilità di appello dei condannati

USA - Utah. La Commissione Giustizia della Camera ha approvato un disegno di legge che restringe le possibilità di appello dei condannati

1 MIN DI LETTURA
La Commissione Giustizia della Camera ha approvato 10-0 un disegno di legge (HB 19) che restringe le possibilità di appello dei condannati, soprattutto nei casi di condanne a morte. Il disegno di legge passa ora al vaglio del plenum della Camera. Il disegno di legge prende spunto da alcune modifiche procedurali decise in autonomia dalla Corte Suprema di Stato che sono entrate in vigore il 4 gennaio, modifiche volte anche in questo caso a rendere più veloci gli appelli. Sia nel caso della Corte Suprema che del disegno di legge approvato oggi, viene aumentato il potere discrezionale del singolo giudice statale o federale che può respingere alcuni ricorsi senza dover per forza incardinare procedure complesse. Il disegno di legge odierno, che rispetto alle nuove norme decise dalla Corte Suprema di stato propone solo lievi aggiustamenti, potrebbe risultare una mediazione efficace rispetto a una lunga battaglia legale intrapresa da tempo dall’Attorney General dello Utah, Mark Shurtleff. Il Procuratore Generale chiede da tempo una modifica della Costituzione dello Stato per conferire al Parlamento, e non più ai Tribunali, il potere di disegnare nuove linee guida restrittive riguardo le procedure di appello. La posizione del Procuratore Generale è stata criticata da chi ritiene che aumentando i poteri del Parlamento si creerebbe uno squilibrio tra i 3 rami del Governo (Governo, Parlamento e Magistratura) che invece è opportuno rimangano bilanciati. Il disegno di legge HB 19 è stato presentato dal Repubblicano Kay McIff, un ex avvocato che lo scorso anno ha presieduto una commissione composta da parlamentari, avvocati, esperti legali e rappresentanti dei tribunali che ha approfondito l’argomento.
FONTI
  • (fonti: Salt Lake Tribune, 27/01/20101)